Treni in Toscana, nuovo contratto con Trenitalia: nuovi investimenti con il rebus TAV

Rinnovo del parco mezzi, upgrade tecnologico, cicli programmati di manutenzione ed il blocco dell'adeguamento annuale del prezzo dei biglietti


Un nuovo contratto legherà la Regione Toscana e Trenitalia fino al 2033, ed in questo periodo l'azienda di trasporto investirà in Toscana oltre un miliardo di euro, tra nuovi treni, manutenzione e migliori tecnologie.

La Giunta regionale toscana ha approvato nelle sue ultime sedute una delibera, proposta dall'assessore regionale ai trasporti, che conferma (in coerenza con quanto pubblicato in Gazzetta Europea nel 2016) la volontà di sottoscrivere con Trenitalia un nuovo contratto di servizio che prevede l'estensione dell'affidamento fino al 2033 in cambio di numerosi miglioramenti tra cui l'aumento da 295 milioni a 1,233 miliardi degli investimenti dell'azienda ferroviaria per il rinnovo del parco mezzi, l'upgrade tecnologico, cicli programmati di manutenzione ed il blocco dell'adeguamento annuale del prezzo dei biglietti legato all'inflazione programmata fino al 2024.

L'obiettivo è garantire un servizio efficiente ai cittadini toscani, in particolare a tutti i pendolari che quotidianamente utilizzano il treno per raggiungere i loro luoghi di lavoro o di studio. La Toscana da anni figura tra le Regioni più attive nel promuovere l'utilizzo del treno nel rapporto Pendolaria di Legambiente e si è impegnata pesantemente, anche dal punto di vista finanziario, per mantenere attive tutte le linee ferroviarie presenti sul territorio, riaprire alcune tratte che erano state interrotte e rinnovare la flotta dei treni, per rimediare a tutti i disservizi causati da materiale rotabile ormai vetusto. I risultati di questo impegno si sono visti, con un miglioramento innegabile degli indici di affidabilità e puntualità, una percentuale crescente di cittadini che sceglie il treno e un numero minore di segnalazioni di disservizi. In questo quadro positivo restano come ombre, che rischiano di inficiare gli effetti positivi dei miglioramenti costruiti negli anni, il problema irrisolto del sottoattraversamento di Firenze e il numero crescente di treni AV nella dorsale interna.

La Toscana ha più volte posto questi temi all'attenzione del Governo e nel frattempo continua a lavorare, nell'ambito delle proprie competenze, per migliorare il servizio e creare le condizioni adatte per una futura gara di affidamento.
Nello specifico il nuovo contratto di servizio prevede: - 770 milioni per l'acquisto di nuovo materiale rotabile e 139 milioni per interventi di revamping o restyling (che, in aggiunta ai nuovi treni già in circolazione sulle linee regionale, porterà al rinnovo totale dei convogli in circolazione. Si stima un rinnovo del 90% entro il 2024); - 66 milioni di euro per l'ammodernamento degli impianti di manutenzione, fondamentali per un corretto mantenimento in funzione dei convogli; - 258 milioni per lo sviluppo di nuove tecnologie e per interventi ciclici di manutenzione sui treni; - prezzo dei biglietti bloccato (ad eccezione degli adeguamenti annuali al tasso di inflazione, previsto dalla legge), con la prospettiva di ottenere i ricavi necessari all'azienda dalla lotta all'evasione tariffaria e dall'aumento del numero dei passeggeri; - nessun aumento del corrispettivo annuo a carico della Regione fino al 2023 (con indicizzazione contenuta a partire dal 2024): - avvio di un sistema di gestione che prevede la verifica dei risultati raggiunti attraverso obiettivi misurabili e quantificabili anno per anno; - la conferma dei meccanismi di controllo qualità attualmente in atto (ispettori regionali, App Muoversintoscana, numero verde delle Regione Toscana 800 530 570).

Trenitalia si è inoltre impegnata a creare le condizioni per la futura messa a gara del servizio ferroviario regionale, mettendo a disposizione alla fine della validità del contratto (2033) tutto il materiale rotabile cofinanziato dalla Regione. Infine, quote del servizio ferroviario potranno inoltre esser oggetto di affidamento con gare specifiche anche durante gli anni di validità del contratto in essere tra la Toscana e Trenitalia, per affidamenti che non superino il 15% del valore annuo del contratto.

A seguito dell'approvazione della delibera da parte della Giunta è stato programmato un incontro con le associazioni che rappresentano i fruitori del servizio per illustrare nel dettaglio i contenuti della delibera per poi continuare la contrattazione al fine di migliorare ulteriormente le condizioni dell'offerta da parte di Trenitalia prima della firma del contratto.


Intanto nel capoluogo toscano il Comitato No Tav invita per l'ennesima volta ad abbandonare il progetto di Alta Velocità

Il Comitato torna a dichiarare "il progetto di sottoattraversamento di Firenze ha troppe incongruenze progettuali per poter essere realizzato e sarebbe un grave onere per l’impresa che se lo accollasse. I cantieri fermi costano, soprattutto quelli dove sono noleggiate infrastrutture importanti come la fresa che giace inerte a Campo Marte: questa, per fare un esempio, tutte le settimane viene attivata e monitorata in remoto dalla Germania e, se qualcosa non risponde esattamente ai parametri previsti, parte una squadra, sempre dalla Germania, per controllare la macchina".
"Forse il principale problema di mobilità a Firenze è dato dall’enorme massa di pendolari che si riversano in città ogni giorno e non hanno alternativa al mezzo privato. Il Comitato è anche profondamente indignato nel leggere sulla stampa che opere necessarie a Firenze sono bloccate dal mancato avvio dei lavori TAV; ci si chiede come sia possibile, in un paese civile, che opere importanti come il riassetto viario, la creazione di una passerella a San Donnino, la realizzazione di barriere antirumore siano vincolate alla realizzazione di un progetto inutile e dannoso per la città".

Redazione Nove da Firenze