Trasporto pubblico, riuso e riqualificazione dell’esistente, mobilità dolce nell’area fiorentina

Maurits Cornelis Escher, Giorno e notte, 1938

Seminario di studio in rete a porte aperte, oggi, organizzato dal gruppo GMSAFI/LAPEI dell’Università di Firenze, e coordinato dal professor Alberto Ziparo con la collaborazione di Tiffany Geti, Alessandro Pecchioli e Letizia Recchia


Più di quaranta fra esperti e ‘cittadini semplici’, studiosi ed esponenti di comitati e associazioni, per quasi tre ore, hanno discusso in videoconferenza oggi pomeriggio, giornata mondiale della biodiversità, di quello che forse è da anni il tema dei temi a Firenze e nella sua area metropolitana: il rebus mobilità. Il Covid ci ha messi fermi per un po’. Ma anche la ripresa avviene con modalità inconsuete, a partire dalle conseguenze che produce sulla stessa economia dei trasporti pubblici il distanziamento richiesto dall’emergenza sanitaria nazionale che, non dimentichiamolo, è stata proclamata – con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio - quanto meno fino al 31 luglio. Proprio a questo riguardo, qualcuno degli intervenuti, da Italia Nostra, ha voluto ricordare che sta circolando in città un “Appello Blocca Tramvie”: tanto più realistico, è stato spiegato, in questa fase di crisi finanziaria e di grave indebitamento del Comune di Firenze con il gestore (grazie alle clausole del contratto), oltre che per le note ragioni di impatto ambientale, culturale e sociale.

Ha introdotto e condotto la conversazione Alberto Ziparo, il docente universitario che sta portando a termine coi suoi studenti (e ne ha annunciato l’imminente pubblicazione) un ciclo di circa quattro anni di ricerca sul tema oggetto di questo confronto, e che ha invitato chiunque desideri portare un proprio contributo al rapporto finale, anche esterno, a farlo.

Il prof. Ziparo ha voluto sottolineare l’importanza delle condizioni che dovranno rispettare i prossimi investimenti in infrastrutture di mobilità nel momento in cui si avvarranno, necessariamente, dei contributi europei: e cioè quel vincolo generale del green new deal che “darà a noi il vantaggio di poterlo ricordare ai nostri interlocutori”.

C’è da auspicare inoltre, ha aggiunto il docente, che le nuove politiche della mobilità non ripetano gli errori del passato: “A Firenze non c’è una tradizione di pianificazione della mobilità giocata su uno scenario di sistema”, ha spiegato il prof. Ziparo, e dunque è proprio questo tipo di mentalità e di operatività che si tratta di inaugurare: “Quello che serve è uno quadro complessivo”. E dettagliati scenari alternativi al problematico panorama attuale ha mostrato successivamente Alessandro Pecchioli, illustrando ipotesi di riorganizzazione delle infrastrutture di mobilità per il trasporto pubblico locale dentro e intorno a Firenze che puntano, in un contesto di sana pianificazione, a introdurre nuove tecnologie e mezzi all’avanguardia, assai più economici degli interventi programmati o annunciati, e per di più flessibili, in grado cioè di rispondere già in fase di progetto esecutivo alle esigenze dettate da eventuali mutamenti dei flussi.

Tutto questo verrà messo a disposizione della collettività per allargare il dibattito e incorporare ogni nuova idea utile. Prima che sia troppo tardi. Prima cioè che – come qualcuno ha paventato nel corso del dibattito – si metta mano all’esecuzione di interventi difficilmente reversibili.

Redazione Nove da Firenze