Trasporto pubblico in Toscana: ecco cosa ha deciso la Corte di giustizia europea

​La gara unica per i servizi di trasporto pubblico locale su gomma, ha un valore complessivo di circa 4 miliardi di euro


 La Corte di giustizia europea ha giudicato regolare la partecipazione di Autolinee Toscane alla gara.
La gara unica per l'assegnazione dei servizi di trasporto pubblico locale su gomma, voluta per razionalizzare e ottimizzare il servizio, ha un valore complessivo di circa 4 miliardi di euro, cui si aggiungono 190 milioni destinati all'acquisto di nuovi mezzi e il ricavato della vendita di biglietti e abbonamenti.

"Come abbiamo detto fino dal momento della prima aggiudicazione provvisoria, nel novembre del 2015, e ribadito successivamente, dopo la seconda aggiudicazione sempre provvisoria, nel marzo del 2017, a noi sta a cuore l'interesse degli utenti del trasporto pubblico e dei lavoratori del settore. Per questo prendiamo atto della sentenza della Corte di Giustizia Europea che conferma la correttezza dell'operato della Regione Toscana, in relazione alla gara unica indetta per individuare il gestore del trasporto pubblico su gomma" l'assessore ai trasporti Vincenzo Ceccarelli commenta la sentenza.

La corte era stata chiamata a pronunciarsi dal Consiglio di Stato italiano, cui aveva fatto un duplice ricorso la società Mobit, l'altro concorrente della gara. A seguito del secondo ricorso, nel 2016, il Tar aveva annullato l'aggiudicazione, stabilendo l'impossibilità di subentro anche per Mobit. Di qui l'appello delle due società al Consiglio di Stato.

"Ora i cittadini e i lavoratori e la correttezza amministrativa - prosegue Ceccarelli - vogliono che si faccia esattamente quanto è scritto sul bando di gara e successivamente negli accordi e nel contratto-ponte firmato con gli attuali gestori e con i due partecipanti alla gara, anche al fine di scongiurare il ricorso agli atti d'obbligo e garantire la continuità del servizio, alla scadenza del contratto-ponte, fissata per il 31 dicembre prossimo. La politica ha svolto il suo ruolo a pieno quando la gara è stata costruita, creando le condizioni perché si avessero due offerte estremamente vantaggiose per i cittadini e i lavoratori. Ora saranno gli uffici giuridici e quelli tecnici a portare avanti la procedura, leggendo attentamente la sentenza, nel rispetto delle leggi vigenti e degli accordi e dei contratti liberamente sottoscritti da tutte le parti in causa. Noi vigileremo affinchè sia salvaguardata la gara e sia data attuazione a quelli che sono gli effetti descritti nel capitolato, pensato per qualificare il servizio, rinnovare il parco bus, dare certezze agli oltre 5000 dipendenti del settore".
  "Vorrei anche chiarire - precisa infine l'assessore - che l'eventuale aggiudicazione definitiva, in ogni caso, non pregiudicherebbe gli interessi di nessuno, perché il nuovo contratto di servizio sarebbe firmato solo dopo la sentenza del Consiglio di Stato".

Mobit commenta "Con la sentenza pubblicata oggi la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che le limitazioni alla partecipazione a gare per i soggetti affidatari di servizi in house, quale il Gruppo RATP al quale appartiene Autolinee Toscane, non si applicano per il periodo transitorio previsto dal Regolamento CE n. 1370/2007 e cioè fino al 3 dicembre 2019. La sentenza aggiunge però che quel principio non vale nel caso in cui le Autorità di uno Stato membro abbiano deciso di applicare anticipatamente le norme del Regolamento che dispongono quelle limitazioni".

Ad avviso di Mobit, "questo è precisamente il nostro caso, come risulta dalla documentazione di gara, e come sarà adeguatamente illustrato in Consiglio di Stato, davanti al quale la questione e l’intero ricorso torneranno nei prossimi mesi. Lungi dall’essere allo stato decisa per effetto della sentenza della Corte di Giustizia, la vicenda è tuttora pienamente controvertibile, il che impone di attendere il pronunciamento del Giudice amministrativo prima di procedere a qualunque considerazione definitiva, e prima soprattutto di adottare atti o provvedimenti che genererebbero soltanto ulteriori contenziosi, anche risarcitori" conclude la nota di Mobit Scarl.

Redazione Nove da Firenze