Tramvia e Autobus, Firenze in crisi: incontro pubblico al Parterre

La programmazione strategica del trasporto pubblico del capoluogo mostra evidenti segni di preoccupazione


 Dilaga a Firenze l'incertezza su quali e quanti saranno i mezzi di trasporto del futuro. Se da una parte si ricostruiscono i binari di una Tramvia già esistente che passava dal centro storico in tempi non sospetti, si installano colonnine elettriche per le auto ad impatto zero che costano troppo per essere acquistate, aumenta il parco auto delle compagnie di car sharing, dall'altra latitano lo scooter e bike sharing, i ciclisti lamentano l'inadeguatezza della viabilità, i pedoni rischiano l'arrotamento ed il trasporto urbano affidato ad Ataf non soddisfa l'utenza che prendendosela con gli autisti ha fatto crescere nella categoria l'esigenza di chiudersi dentro cabine stagne. 

"Mentre si costruiscono, con enormi ritardi, le tranvie più care d'Italia il servizio Ataf è in condizioni penose: riduzione di corse e molte corse saltate, ritardi, traffico privato che impazzisce, inquinamento. Muoversi e vivere a Firenze diventa sempre più difficile" per questo motivo è stata organizzata una pubblica assemblea il 5 Febbraio 2016 alle 21.00 nella Sala dei Marmi di piazza della Libertà.

Comitato No Tunnel TAV, Cobas ATAF, Cub Trasporti, Confederazione USB spiegano "Ci incontreremo con gli autisti ATAF, avremo con noi il prof. Alberto Ziparo che ci parlerà delle proposte alternative che l'Università sta elaborando, ci informeremo sugli effetti dell'inquinamento da traffico col dottor Gianluca Garetti (ISDE). Invitiamo tutti i cittadini, soprattutto gli utenti ATAF, a partecipare per costruire assieme un futuro per la mobilità e per la città".

Le domande cui cercherà di rispondere Alberto Ziparo: "Perché un progetto salutato all’inizio da molti come innovazione decisiva per il sistema urbano e trasportistico fiorentino è oggi avversato dalla gran parte degli abitanti coinvolti? Perché tanti tecnici un tempo assai favorevoli al “Progetto Tram” di Firenze ne sono adesso severi critici? Perché un programma nato per migliorare l’ambiente infligge attualmente alla città operazioni a grandissimo impatto? Perché un progetto di miglioramento infrastrutturale è diventato una voragine di debito pubblico?".

Redazione Nove da Firenze