Tpl Toscana, Ceccarelli: "Trasferimento beni solo con sentenza"

Il chiarimento dell'assessore regionale sulla gara per il Trasporto pubblico e l'annunciato ricorso al Tar di Mobit contro l'accelerazione della procedura di trasferimento dei mezzi al concorrente Autolinee Toscane


(DIRE) Firenze, 24 ott. - "Non vedo come si possano produrre danni applicando contratti, accordi che sono siglati da tutte le parti. Perché questo sta facendo e ha sempre fatto la Regione, anche se a qualcuno sembra strano". Lo afferma l'assessore regionale alle Infrastrutture, Vincenzo Ceccarelli, rispondendo, a margine della inaugurazione dell'help center della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella, a una domanda dei cronisti in merito alla gara sul tpl. Il consorzio Mobit che raggruppa i gestori uscenti del trasporto pubblico su gomma ha annunciato il ricorso al Tar contro l'accelerazione della procedura di trasferimento dei mezzi al concorrente Autolinee Toscane, malgrado il ricorso ancora pendente in sede di Consiglio di Stato.

Secondo Mobit questo potrebbe arrecare danni alle aziende, ma è una tesi alla quale la Regione Toscana non dà credito. Del resto l'iter scelto intende essere rispettoso dei pronunciamenti della giustizia amministrativa.

"In realtà - specifica Ceccarelli - l'avvio del procedimento e la fissazione della data per il passaggio dei beni da una società a quella aggiudicataria è sottoposto al fatto che si conosca la sentenza del Consiglio di Stato". 

Se alla data che è stata stabilita per l'inizio del trasferimento dei beni, ovvero l'11 novembre, fa notare, "la sentenza ci sarà e sarà chiara inizierà questo percorso, altrimenti per cause di forza maggiore sarà rinviato. Ma questo è scritto in maniera non chiara, bensì chiarissima sulla comunicazione che il nostro dirigente ha inviato alle aziende".

La missiva a sua volta richiama quanto sancito dagli accordi: almeno 60 giorni prima la partenza del nuovo contratto, prevista per il primo gennaio 2020, devono partire le procedure di trasferimento. Tuttavia, viene garantito anche dall'assessore, qualora dovessero subentrare "cause di forza maggiore" che bloccheranno il passaggio di consegne fra le aziende, la Regione "ne prenderà atto e si adeguerà come avviene in uno Stato di diritto. La cosa sorprendente - lamenta - è che ogni volta ci sia una sollevazione, una sorpresa, un richiamo alla possibilità di danni nel momento in cui non si sta facendo altro che attuare degli accordi e dei contratti sottoscritti da tutte le parti".
(Cap/ Dire)

Redazione Nove da Firenze