Toscana SiCura: il 26 ottobre la Regione presenta il libro bianco

Stella (FI): "Toscana maglia nera, Firenze 4° in Italia, è emergenza". "Lanciamo l'allarme da anni, ma Pd e sinistra non ci hanno mai ascoltato". Violenza a danno degli operatori sanitari: le misure urgenti per contrastarla


FIRENZE- La sicurezza non è solo controllo del territorio, telecamere (magari intelligenti) e polizia di prossimità. Un quartiere, una piazza, una via diventano più sicuri quando di quei luoghi qualcuno si prende cura, quando vivono e sono vissuti. La sicurezza è così anche riqualificazione urbana, presidio sociale, le vie che si animano di iniziative e negozi e saracinesche di fondi sfitti che tornano a sollevarsi. Una politica sulla sicurezza urbana è insomma qualcosa di complesso: una "Toscana sicura" è una "Toscana che si cura". Un gioco di parole ma anche il fil rouge di una serie di azioni già messe in campo, sperimentate, e che ora ambiscono a diventare altrettanti linee guida. Venerdì 26 ottobre la giunta regionale presenta il libero bianco sulle politiche regionali di sicurezza urbana integrata. L'appuntamento è dalle 9 alle 13 alla ex Manifattura Tabacchi in via della Cascine 35 a Firenze. Apriranno i lavori la prefetto di Firenze Laura Lega e il presidente di Anci Toscana e sindaco di Prato, Matteo Biffoni. Sarà l'assessore alla presidenza e alle politiche per la sicurezza urbana della Regione, Vittorio Bugli, ad illustrare le linee guida toscane. La mattina prevede anche una tavola rotonda durante la quale il giornalista Nicola Vasai intervisterà Mario Iannella della Scuola Superiore S.Anna di Pisa, Gianguido Nobili del Forum italiano sicurezza urbana e Francesco Raspini, responsabile sicurezza di Anci Toscana e assessore a Lucca. A tirare la fila della mattinata sarà il presidente della Toscana Enrico Rossi, le cui conclusioni sono attese attorno alle 12.30.

"Da anni il centrodestra lancia l'allarme sicurezza a Firenze e in Toscana, ma il Pd e le forze di sinistra che per 50 anni hanno governato gli enti locali nella nostra regione, ci hanno snobbato o deriso. Ecco il risultato: nell'indice della criminalità nelle Province italiane (secondo la classifica stilata su base nazionale dal Sole 24 ore su dati forniti dal ministero dell'Interno relativi al 2017), la Toscana è maglia nera, e nelle prime 10 posizioni, ci sono ben tre città toscane, Firenze è in quarta posizione, Prato sesta e Livorno al nono posto". Lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella, coordinatore fiorentino di Forza Italia. "Firenze - ricorda Stella - è passata dalla settima posizione di due anni fa, alla sesta dello scorso anno, alla quarta di adesso. Ce n'è di che riflettere. Riguardo alle tipologie di reato, Prato è prima a livello nazionale per denunce per riciclaggio di denaro, seguita da Firenze, dato in crescita del 55%. Firenze è poi quarta a livello nazionale per i furti con 3275 denunce. Nel capoluogo toscano la situazione sul fronte degrado e sicurezza è ormai fuori controllo, e non da ora. Il territorio va presidiato in maniera capillare giorno e notte: che fine ha fatto il vigile di quartiere annunciato dal sindaco?”. “Vanno prese misure effettive anti degrado – chiede Stella -. Il Comune deve organizzare corsi di autodifesa gratuiti per le donne e vanno aumentati i fondi per l’illuminazione delle strade e per gli impianti di videosorveglianza. Visto che tutti gli indicatori dicono che i reati a Firenze e in Toscana sono aumentati in maniera grave ed esponenziale, la politica ha il compito di dare risposte celeri ed efficaci".

Installazione di sistemi di videosorveglianza e allarme, un apposito corpo di vigilanza, supporto psicologico al personale aggredito, un osservatorio regionale coordinato dal settore sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono alcune delle misure urgenti che la Regione intende mettere in atto nei prossimi mesi per contrastare gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari che sempre più spesso si verificano nei pronto soccorso e negli ospedali della Toscana. Le prevede una delibera presentata dall'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi e approvata dalla giunta nella seduta di ieri pomeriggio.

"Negli ultimi anni sono indubbiamente aumentati gli episodi di violenza nei confronti degli operatori sanitari. Lo raccontano le cronache e lo mostrano anche studi specifici condotti sull'argomento - dice l'assessore Saccardi - Questi episodi, oltre a mettere a rischio l'incolumità fisica degli operatori, creano un clima di insicurezza e provocano negli operatori stress e disturbi psicologici. Per questo come Regione abbiamo ritenuto urgente intervenire, prima di tutto per monitorare la situazione, e poi per mettere in atto una serie di iniziative tese e prevenire, scoraggiare e contrastare i possibili atti di violenza. Alcune di queste iniziative sono già state intraprese dalle aziende sanitarie, ora questa delibera impegna tutte le Asl ad attuarle nel giro di pochi mesi".

Il fenomeno non riguarda solo gli ospedali toscani, ma è diffuso anche nelle altre regioni. Recentemente, anche presso il Ministero della salute si è insediato un Osservatorio permanente per la garanzia della sicurezza e per la prevenzione degli episodi di violenza ai danni di tutti gli operatori sanitari, con il compito di raccogliere dati, fare proposte per la prevenzione, per nuove norme di legge, per misure amministrative e organizzative. Tra i motivi di questo aumento di violenza, senza dubbio un cambiamento di atteggiamento culturale nei confronti del personale sanitario, ritenuto responsabile di attese, ritardi e qualsiasi situazione di presunta "malasanità", senza che invece venga considerato il lavoro efficace e competente della maggioranza degli operatori sanitari. Gli episodi di violenza contro operatori sanitari - si legge nella delibera - sono considerati eventi sentinella, in quanto segnali della presenza di situazioni di rischio o di vulnerabilità che richiedono l'adozione di opportune misure di prevenzione e protezione dei lavoratori. Alcune Asl si sono già mosse autonomamente in questa direzione, la delibera della giunta vuole dare indicazioni omogenee e avviare un percorso di crescita uniforme su questo tema. Queste le indicazioni per le aziende, che dovranno attuarle in alcuni casi entro 6 mesi, in altri entro 2 mesi dall'adozione della delibera:

- implementare un adeguato corpo di vigilanza e un relativo sistema di attivazione comprensivo dell'eventuale installazione di pulsanti antiaggressione, in particolare nell'area del pronto soccorso, dove deve essere prevista una presenza costante del servizio di vigilanza;

- installare videocamere di sorveglianza nelle aree a maggior rischio aggressione;

- definire un sistema di supporto psicologico alla vittima dell'aggressione;

- mettere a punto un sistema che possa facilitare e incoraggiare il personale a segnalare prontamente gli episodi subìti, e suggerire le misure per ridurre i rischi;

- costituire un gruppo di lavoro che possa analizzare le segnalazioni e individuare le azioni preventive e protettive.

Successivamente sarà costituito un Osservatorio regionale, coordinato dal Settore sicurezza nei luoghi di lavoro, con il compito di:

- monitorare le segnalazioni di atti di violenza a danno del personale sanitario e il livello di attuazione delle misure di prevenzione e contrasto;

- predisporre un documento contenente indirizzi alle aziende sanitarie e agli enti del SSR in merito alle azioni di prevenzione e contrasto agli atti di violenza a danno degli operatori sanitari e monitorarne i livelli di attuazione nel tempo;

- attivare iniziative di formazione e aggiornamento rivolte al management e agli operatori delle strutture del SSR, la cui articolazione sarà prevista all'interno dei Piani formativi regionali annuali del Laboratorio Regionale per la Formazione Sanitaria (Formas), soggetto deputato a realizzare i percorsi formativi di livello regionale.

«Violenza in corsia, e in particolare nei pronto soccorso, come fenomeno sovra regionale la cui escalation difficilmente può essere contrastata dalle singole strutture in forma autonoma: serve un’azione regionale omogenea e univoca. Su questo invocavo il 25 maggio scorso con mozione l’impegno della giunta regionale, e oggi accolgo con favore che quel richiamo sia stato recepito dall’organo di governo toscano». Così il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti commenta l’annuncio della nuova delibera regionale con cui si vanno a impartire alle Aziende sanitarie toscane linee guida per arginare il problema. Marchetti aveva affrontato fin da subito dopo il suo insediamento, avvenuto nell’aprile scorso, la questione della sicurezza negli ambienti sanitari e in particolare nei pronto soccorso della Toscana. La sua mozione 1278 Pronto soccorso toscani, iniziative a favore della sicurezza di operatori e pazienti è stata presentata il 25 maggio: «Nel dispositivo – riepiloga Marchetti – impegnava giustappunto la giunta regionale “a mettere in campo un Piano straordinario per la sicurezza negli ospedali toscani, in particolare nei pronto soccorso, così da attivare strategie univoche sul territorio regionale”, “ad adoperarsi presso le prefetture del territorio al fine di ottenere un’estensione del presidio da parte delle forze dell’ordine negli ospedali” e anche, “vista l’esigenza ormai sovraregionale, attestata dall’attivazione dell’Osservatorio richiamato in narrativa presso il Ministero”, a promuovere iniziative presso la Conferenza Stato-Regioni. Quest’ultimo punto non lo ravviso nella comunicazione di giunta circa il provvedimento adottato, ma tutto il resto appare ricalcare alla perfezione l’impianto della mozione di Forza Italia. E per noi conta questo: centrare l’obiettivo del bene dei toscani, in questo caso i sanitari e i pazienti che ricorrono ai luoghi di cura». «Come più volte abbiamo detto e scritto – ricorda Marchetti – non era più rinviabile il salto di qualità dal mero monitoraggio degli episodi a un’azione più incisiva, magari anche sovraregionale. Oggi la giunta sposa proprio questo impianto e impone alle Asl anche tempi certi di attuazione delle norme che prevedono, tra l’altro, l’installazione di impianti di videosorveglianza nelle aree sensibili, misura finora sempre negata da parte della maggioranza dinanzi alle nostre richieste». Ben venga dunque la maggior sicurezza all’intero degli ambienti ospedalieri, afferma Forza Italia, purché: «Purché la norma non rimanga, come altre volte abbiamo dovuto purtroppo rilevare, solo un provvedimento spot fermo sulla carta e poi mai più attuato. E’ accaduto. L’ultimo caso che abbiamo segnalato, proprio in ambito sanitario, è quello del soccorso animali: deliberato e finanziato per ben due volte, ancora non c’è. Vigileremo perché questa delibera abbia diversa fortuna».

Redazione Nove da Firenze