Toscana, primo vagito della legge sull'accoglienza

Approvata questa mattina nella Commissione Sanità e Politiche sociali la proposta di legge regionale sulla "tutela dei bisogni essenziali della persona umana". Voto contrario della Lega


È stata approvata questa mattina, giovedì 4 luglio, nella commissione Sanità e politiche sociali, presieduta da Stefano Scaramelli (Pd), la proposta di legge regionale “Disposizioni per la tutela dei bisogni essenziali della persona umana”, che modifica la normativa regionale già in vigore per l’accoglienza, l’integrazione e la cura dei cittadini stranieri in Toscana. L’atto, presentato dalla Giunta regionale nei mesi scorsi a seguito del decreto Salvini, ha l’obiettivo, come ha ribadito l’assessore Vittorio Bugli in commissione, di garantire i bisogni essenziali delle persone, fornendo a tutti tutela sanitaria, alimentazione e ricovero. Anche nel caso di coloro che, a seguito dell’entrata in vigore del decreto del governo nazionale, rischiano di rimanere senza assistenza, cercando “di colmare il vuoto tra la perdita di status di cittadini stranieri e l’effettivo rimpatrio, che fino a quando non viene eseguito lascia un numero sempre più alto di persone senza alcuna tutela”. Come ha spiegato l’assessore, si vuole rendere ancora possibile quella rete di interventi “che nella nostra regione è sempre stata attiva e che a seguito dell’approvazione del decreto sicurezza andrebbe incontro al rischio di violazione di norme. Stiamo cercando di fare in modo che chiunque abbia voglia di aiutare una persona in estremo bisogno possa continuare a farlo senza violare alcuna norma”.

La proposta di legge è stata approvata con i voti favorevoli del Pd, Sì-Toscana a Sinistra, Gruppo misto-Tpt e Gruppo misto-Art.1-Mdp. Ha votato contro la Lega.

“Abbiamo licenziato un provvedimento che risponde ai dettami di civiltà e umanità – ha commentato alla fine Stefano Scaramelli – cercando di aiutare le persone in grave difficoltà senza distinguo di sorta. La Toscana garantisce a tutti i diritti fondamentali, senza strumentalizzazioni, e vuole mettere in grado i Comuni e il terzo settore di agire in questo senso”.

Jacopo Alberti della Lega ha motivato il parere negativo del suo gruppo. “Votiamo contro – ha detto – perché è un provvedimento ideologico e di propaganda. C’è una legge nazionale che garantisce assistenza e tutto il necessario, questo è solo un canovaccio per continuare a distribuire soldi a coloro che, qui in Toscana, hanno fatto dell’accoglienza un business”.


“Altro che propaganda, di questo provvedimento non ci sarebbe stato bisogno se il governo nazionale non avesse fatto un decreto che fa venire meno i diritti fondamentali – ha replicato Serena Spinelli (Gruppo misto-Art.1-Mdp – In Italia per il riconoscimento di uno status ci vogliono almeno 18 mesi, e tante persone così sono diventate invisibili”. “Il governo nazionale ha mandato un sacco di stranieri fuori dai Centri straordinari di accoglienza – le ha fatto eco Nicola Ciolini (Pd) – ma i rimpatri non sono aumentati. E questa è gente che ora è in mezzo di strada, senza diritti e facile preda della criminalità. I Comuni non sanno come intervenire. O si rimpatriano effettivamente tutti o si deve dare alle amministrazioni la possibilità di gestire questi casi”. Paolo Sarti (Sì-Toscana a sinistra) ha definito il decreto del governo nazionale “disumano”. “L’approvazione di questa legge è un gran bene – ha aggiunto –. In Toscana avevamo un sistema che funzionava e che è stato messo in crisi dall’attuale governo. Dobbiamo risistemare le cose”.

Anche secondo Monica Pecori (Gruppo misto-Tpt) “questa è una legge che cerca di tamponare un’emergenza e che non avrebbe avuto alcun motivo di esistere, se il governo nazionale non avesse fatto quello che ha fatto”.

“Non facciamo alcuna propaganda, cerchiamo solo di fare azioni di governo che riteniamo debbano essere fatte, visto che abbiamo giurato sulla Costituzione – ha replicato infine l’assessore regionale Vittorio Bugli –. Che molte persone siano finite sulla strada lo dice lo stesso Viminale, visto che dai Cas sono stati espulsi migliaia di cittadini stranieri, ma che contemporaneamente, i rimpatri non ci sono stati”.

Adesso il provvedimento approderà in aula per il voto definitivo.

Redazione Nove da Firenze