"Toscana, 24mila ambulanti rischiano la chiusura"

Allarme di Stella (FI): "Il Governo Conte ha completamente dimenticato il settore del commercio su area pubblica". Marcheschi (Fdi): "Cosa stanno facendo le varie task force governative?". Stamani manifestazione in piazza dell'Isolotto con oltre 300 persone malgrado la pioggia


"Il Governo Conte ha completamente dimenticato il settore del commercio su area pubblica. Gli ambulanti sono stati abbandonati, non vengono mai menzionati nei Dpcm con misure di sostegno per le attività, non c'è chiarezza su quando potranno riaprire e tornare a fare i mercati. La Regione Toscana intervenga presso l'esecutivo nazionale, e stabilisca in modo univoco le distanze di sicurezza da applicare nei mercati. La situazione è insostenibile, in Toscana parliamo di 24 mila persone tra imprenditori e collaboratori che rischiano la chiusura". Lo chiede il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (Forza Italia).

"Gli ambulanti vogliono tornare subito al loro lavoro, come tutte le altre categorie che hanno ottenuto il via libera - sottolinea Stella -. Non si capisce il perché di questo stop, che appare discriminatorio. I commercianti su area pubblica hanno bollette da pagare, i mezzi fermi, i magazzini pieni di roba invenduta e non hanno più soldi per pagare le tasse: la stragrande maggioranza di loro non ha ricevuto neppure i 600 euro, per le note lungaggini burocratiche. Per questo chiediamo anche che gli altri Comuni toscani seguano l'esempio del Comune di Pisa, che ha abolito il pagamento del suolo pubblico per gli ambulanti per tutto il 2020".

Stamani in piazza dell'Isolotto c'è stata una manifestazione di protesta. “Stamani ero in piazza con gli ambulanti, una categoria dimenticata da tutti. Gente che lavora e fatica spesso in condizioni difficili, sotto la pioggia e il freddo ma tenendo vivi rioni e mercati. Dietro ogni banco ci sono persone e famiglie ignorate dal governo Pd-Cinque stelle. Cosa stanno facendo le varie task force governative? Ancora non hanno stabilito e messo a punto protocolli per le riaperture e per il sostegno a chi ha l'attività ferma da due mesi" dichiara il Consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi).

Il gruppo della Lega nel Centrodestra della Città Metropolitana di Firenze ha partecipato "volentieri questa mattina alla manifestazione organizzata da Assidea in favore dei nostri ambulanti. Queste persone hanno il diritto di riaprire al pari di tutti, senza limitazioni. Guanti, mascherine e distanze di sicurezza dovrebbero essere misure soddisfacenti in ordine alla sicurezza. Non ci si può limitare a fare aprire solo la parte alimentare. Tutti quelli che vendono giocattoli, scarpe, abbigliamento o qualsiasi altra cosa hanno il diritto di essere tutelati".
Per i consiglieri metropolitani Alessandro Scipioni e Filippo La Grassa c'è poi "la necessità di non esigere i tributi non solo per i mesi di chiusura, ma anche per tutto quest'anno. Queste persone stanno cercando di tirare avanti in una situazione disperata. Gli ambulanti dei mercati portano in ogni angolo della nostra provincia, come nel capoluogo, una tradizione che fa assolutamente salvaguardata. Hanno bisogno di fatti e non di parola. Hanno diritto ad avere una data di riapertura certa".

LA MANIFESTAZIONE. Oltre trecento persone, nonostante una pioggia battente, si sono strette intorno al tricolore lungo 50mt per richiamare l’attenzione del Governo nei confronti di una categoria, quella degli ambulanti, completamente abbandonata per la mancanza di misure a sostegno del settore e la mancata chiarezza sui tempi di riapertura delle attività. “Confidiamo di poter condividere quanto prima con la Regione Toscana – ha detto il presidente Assidea Alessio Pestelli – il protocollo per la riapertura. Ringraziamo tutte le forze politiche, le istituzioni presenti e l’assessore al commercio del Comune di Firenze Federico Gianassi che si è detto disponibile a sensibilizzare la regione su questo tema; così come chiediamo alla Regione Toscana in vista della scadenza delle concessioni previste per il 31 12 2020 di poterle rinnovare per altri dodici anni in modo tale da poter avere un prospettiva per le nostre attività. Se il 18 maggio non saremo messi in grado di riaprire in sicurezza – conclude Pestelli - proseguiremo la nostra mobilitazione”.

Redazione Nove da Firenze