Tim: verso la rete unica delle Tlc?

Oppure con l’accordo con KKR ognuno andrà per la sua strada? Il presidente di Confindustria Firenze, Maurizio Bigazzi favorevole alla diffusione della banda ultra larga


Timtira per le lunghe perché non vuole mollare sul controllo della rete, mentre Open Fiber aspetta che qualcosa accada. Cassa Depositi e Prestiti dovrebbe entrare in Fibercop (la Rete Tim), che però grazie all’ok da parte del governo godrà dell’ingresso in minoranza del fondo americano Kkr per la gestione del cosiddetto ultimo miglio. I due maggiori concorrenti dovrebbero gestire insieme la Rete unica.

Ancora qualche settimana fa Franco Bassanini, presidente di Open Fiber, affermava però ''praticabile solo il modello della rete unica neutrale, non controllata da una Telco, ma condivisa da tutte: una public company, o una rete controllata dallo Stato, garante della sicurezza della rete e dei dati e del diritto universale alla migliore connettività (Ftth, 5G e edge cloud computing)”. E il dubbio è che con l’accordo TIM-KKR, finisca la rete unica. Cioè che’ingresso in una società del genere da parte di CDP, segnerebbe già le scelte successive in direzione obbligata di una rete verticalmente integrata in capo a TIM.

 "Per un sistema produttivo di piccola e media impresa diffuso sul territorio, come quello fiorentino, i mesi del lockdown hanno dimostrato  assoluta necessita di essere connesso in maniera sicura, veloce ed efficiente", "per questo, dopo anni di ritardi, abbiamo letto con interesse e favore quanto dichiarato dal ceo di Tim Luigi Gubitosi riguardo all'esigenza di accelerare la diffusione della banda ultralarga in tutta Italia e, in particolare, nei distretti industriali" afferma il presidente di Confindustria Firenze Maurizio Bigazzi "Con un plauso a quanto dichiarato qualche giorno fa dal ceo di Tim Luigi Gubitosi". "L'economia metropolitana fiorentina - spiega Bigazzi- rappresenta uno dei principali hub europei della manifattura di qualita'; una sorta di Silicon Valley italiana del lusso e del medium tech, con forti radici manifatturiere sul territorio e 'la testa' 4.0 connessa con il mondo. Per gli industriali fiorentini la banda ultralarga e', percio', un'infrastruttura strategica, sia per la digitalizzazione delle nostre aziende, sia nella malaugurata ipotesi di nuove restrizioni". "Il progetto di Tim di connettere tutti i nostri territori con una infrastruttura digitale adeguata - conclude - e' un tassello fondamentale della strategia per la ripartenza della nostra economia e dimostra l'importanza, in questo momento, di una partnership sempre piu' stretta fra manifattura e servizi innovativi".

Redazione Nove da Firenze