Terremoto: quarta scossa stamani alle 7,05

Magnitudo 2,4: inferiore alle tre di ieri. Epicentro in zona Ferrone

Antonio
Antonio Patruno
04 maggio 2022 09:20
Terremoto: quarta scossa stamani alle 7,05
ph da INGV

Le tre scosse di terremoto in provincia di Firenze, con epicentro in zona Ferrone (Comune di Impruneta) ieri hanno fatto sussultare migliaia di persone anche se non si registrano danno a cose o persone. Lo sciame sismico è naturalmente proseguito e stamani mercoledì 4 maggio, verso le 7,05, è stata registrata un'altra scossa di discreta entità (2,4 ML) sempre con lo stesso epicentro. La grafica INGV (foto di apertura articolo) esplica al meglio quanto successo.

Ancora stamani nei bar e nei luoghi di ritrovo della provincia fiorentina il terremoto è stato l'argomento andato per la maggiore. Molti hanno detto di avere dormito poco, per l'impressione avuta dopo le "botte" di ieri e per la preoccupazione di una possibile altra scossa forte.

Come leggiamo nel sito istituzionale della Città Metropolitana di Firenze "il rischio sismico, sulla base degli eventi storici e sulla base delle approfondite conoscenze acquisite in campo scientifico, rappresenta un rischio non residuale e per questo oggetto di particolare attenzione. Per tale motivo nel 2005 la Provincia di Firenze ha avviato e portato a termine, grazie ad una convenzione con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Firenze, uno studio sul rischio sismico effettuato analizzando le sue tre componenti: pericolosità, vulnerabilità ed elementi a rischio.

Per lo studio della pericolosità sismica sono state utilizzate carte del SSN-GNDT, inoltre sono stati individuati gli epicentri dei maggiori terremoti storici e di quelli registrati strumentalmente negli ultimi venti anni. Quindi è stato condotto uno studio specifico sulle possibili sorgenti sismogenetiche. Lo studio di risposta sismica locale è stato effettuato integrando informazioni geologico-tecniche e morfometriche del territorio provinciale ad acquisizioni strumentali del rumore ambientale per la stima del fattore di amplificazione e dei periodi di risonanza dei terreni.

La vulnerabilità sismica degli edifici è stata stimata in base al loro periodo di costruzione. Sono state individuate tre classi di vulnerabilità e, attraverso matrici di probabilità di danno, è stato possibile mettere in relazione l’intensità del terremoto atteso al livello di danno per ogni classe di vulnerabilità. Le carte topografiche numeriche sono state utilizzate per estrarre e per classificare gli elementi a rischio. Questi sono stati raggruppati in Edifici e centri abitati, Linee di comunicazione, Reti tecnologiche, Materiali pericolosi ed Edifici di particolare interesse artistico e religioso.

Approfondimenti

Le zone sismogenetiche più rilevanti sono quelle della fascia appenninica, in cui si riscontrano terremoti storici di elevata magnitudo e buona densità di terremoti registrati strumentalmente. Si nota inoltre una buona correlazione generale tra l’ubicazione delle strutture attive e gli epicentri dei principali terremoti, ed in particolare in Mugello dove vi è la maggior concentrazione di terremoti di forte intensità in accordo con la maggior concentrazione di faglie attive. Tuttavia alcune zone quali il Valdarno superiore presentano numerose faglie attive, ma non presentano record storici per quanto riguardano forti terremoti.

Dati ottenuti dal Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI, 1999), che include i principali terremoti italiani avvenuti dal 416 a.C. al 1997, 46 eventi, di intensità compresa tra 4 e 9 della scala Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS) hanno un epicentro ubicato all’interno della Provincia di Firenze. Molti sono i terremoti documentati nell’area mugellana, come l’evento del 1919, quello del 1542 e del 1597, mentre una abbondante densità di terremoti strumentali viene registrata nel Comune di Firenzuola e nei Comuni adiacenti, una fascia di media intensità tra i Comuni di Montespertoli, San Casciano e Certaldo.

In sintesi i comuni più sismici sono quelli a Nord-Est della Provincia in cui l’accelerazione massima prevista per un tempo di ritorno di 475 anni è di 0,25g mentre per i comuni nella parte sud occidentale l’accelerazione prevista è 0,12g. In termini di Intensità macrosismica per un periodo di ritorno di 475 anni si attendono eventi di intensità VIII MCS nella parte nord-orientale fino a intensità VI MCS nella parte centrale e meridionale della Provincia".

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