Tav a Firenze: dopo la sentenza del Tar gli ingegneri lanciano l'allarme

Il presidente dell'Ordine Fianchisti: “Serve rivedere regole e vincoli che regolano la fattibilità delle opere. Il tempo che ci allontana dalla realizzazione è un danno per tutti”


(DIRE) Firenze, 8 gen. - "La sentenza del Tar del Lazio, che nella sostanza contribuisce a rinviare ulteriormente la ripresa dei lavori per il sottoattraversamento Av e la stazione Foster, è un ulteriore tassello nella complessità delle situazioni di programmazione, gestionali e giudiziarie che allontanano sempre più la fattibilità delle opere e dei grandi progetti nel nostro paese". Lo afferma, in una nota, il presidente dell'ordine degli ingegneri della provincia di Firenze, Giancarlo Fianchisti, che precisa comunque di non voler entrare nel merito della pronuncia dei giudici. "Le prime ipotesi per il passaggio Av da Firenze - ricorda- risalgono ormai ad oltre 30 anni fa, per il progetto in corso di esecuzione sono intervenute tutte le casistiche burocratiche amministrative e giudiziarie possibili, contribuendo a rallentare e poi fermare i lavori, far fallire imprese e a far mancare alla Toscana ed al Paese un'opera di importanza fondamentale per la mobilità". Peraltro gli investimenti per produrre effetti devono essere completati, è la riflessione del numero uno degli ingegneri, altrimenti non contribuiscono allo sviluppo. Da questo punto di vista, avverte, "il tempo che ci allontana dal completamento della Tav costituisce un danno per la collettività che induce una riflessione sulla necessità di rimodulare la selva di regole e vincoli che regolano la fattibilità delle opere". (Cap/ Dire)

Redazione Nove da Firenze