Tar Toscana: 2019 concluso con 5.174 ricorsi pendenti

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Inaugurato l'anno giudiziario. Continua a ridursi l'arretrato del Tribunale amministrativo di via Ricasoli: nel 2014 erano 8.098. Il presidente Atzeni: "Abbiamo dato una scossa ma chiaramente è un processo che non si esaurirà in un giorno"


(DIRE) Firenze, 7 feb. - Continua a ridursi l'arretrato giudiziario dinanzi al Tar della Toscana. Il tribunale amministrativo di via Ricasoli ha concluso il 2019 con 5.174 ricorsi pendenti, in diminuzione rispetto ai 5.684 del 2018, ma soprattutto in drastica frenata rispetto al dato degli 8.098 casi incardinati nel 2014. È quanto emerge dalla relazione del presidente del Tar, Manfredo Atzeni, in occasione della inaugurazione dell'anno giudiziario: "Stiamo cercando di migliorare- spiega nel corso di una conferenza stampa- anche quest'anno abbiamo dato una scossa all'arretrato. Chiaramente è un processo che non si esaurirà in un giorno". 

All'origine di questo netto miglioramento delle performance c'è una condizione strutturale mutata nel 2001, vale a dire il trasferimento del contenzioso in materia di applicazione del contratto per il personale del pubblico impiego dalla giustizia amministrativa al giudice ordinario. 

Ugualmente cruciale è l'impegno costante delle toghe, spesso disponibili anche a fare gli straordinari rispetto ai carichi di lavoro inizialmente fissati. L'insieme di questi fattori ha consentito, ad esempio, nel 2019 di definire 543 ricorsi su 1.671 pervenuti, pari al 32%, confermando la performance dell'anno precedente. L'incremento dei risultati, tuttavia, deve fare i conti con alcuni limiti oggettivi fissati in parte dalla disponibilità di organico e in parte da alcuni criteri ineludibili stabiliti dalla legge: "Non possiamo trattare i ricorsi solo in base alla data di presentazione - ricorda Atzeni- perché le norme ci impongono una corsia preferenziale per talune categorie. In particolare esiste un rito accelerato o con una scansione particolarmente rigida per i ricorsi elettorali e per gli appalti, che di conseguenza vanno avanti a tutti gli altri".

Il numero dei magistrati, inoltre, "non è infinito. Abbiamo un sistema abbastanza rigido di carichi esigibili da parte dei singoli magistrati. I colleghi del Tar - avverte- non si fanno problemi se si sfora questa soglia, ma bisogna considerare che la tempestività non è l'unica esigenza da seguire. La sola celerità conduce al rischio di decisioni affrettate e che ovviamente non soddisfano le esigenze della cittadinanza".

(Cap/ Dire)

Redazione Nove da Firenze