Stadio, il Comitato "Vogliamo il Franchi" scrive a Nardella e Commisso

"Il soprintendente Pessina ha sgombrato il terreno dagli equivoci: il Franchi è restaurabile fino a diventare un gioiello"


Il Comitato "Vogliamo il Franchi", che da mesi lotta perché lo storico stadio continui a essere la "casa" della Fiorentina, dopo gli ultimi sviluppi ha scritto una lettera a Nardella e Commisso. Eccola

Gentile sindaco Nardella, gentile dottor Commisso,

assistiamo purtroppo da molti mesi a un oscuro intrigo di intenzioni che stanno agitando il Dossier Stadio fino a rendersi sospette. Da problema semplice che era, è stato reso complicato, forse non intenzionalmente, certo finendo per esporre lei ad una trappola, signor Rocco Commisso, tycoon audace e generoso. Impreparato ad affrontare i fumosi bizantinismi di casa nostra, rischia nei fatti di acquistare una Fontana di Trevi come accade all’incauto miliardario nella mitica gag di Totò.

Che le cose non quadrano deve però ormai averlo capito e che le troppo solerti profferte di Novoli e di Campi possano nascondere sorprese non gradite le è ora probabilmente chiaro.

Del resto, la sua iniziale intuizione era avveduta e sensata, la più risparmiosa e la più desiderata dalla città: restaurare il Franchi, fare della vecchia e gloriosa casa della Fiorentina uno stadio moderno dotato di ogni comfort, ma rispettandone le caratteristiche artistico-monumentali. Trasformare cioè un apparente handicap in plus valore. Nessun’altra squadra al mondo gioca in un’opera d’arte. Progetti belli e realizzabili non mancano.

Peraltro, restaurare il Franchi significa non solo salvarlo, ma anche mantenere in vita il quartiere di Campo di Marte e i suoi tanti legami economici e affettivi con la Fiorentina che un eventuale trasloco annienterebbe.

Il soprintendente Pessina ha sgombrato il terreno dagli equivoci: il Franchi è restaurabile fino a diventare un gioiello. Basta volerlo, basta non avere malsane idee speculative. Rocco Commisso verifichi e proceda. Non si troverà che bene.

Chi resta con dispiacere incomprensibile è purtroppo lei, sindaco Nardella, ormai costretto ad arrampicarsi sugli specchi e a negare perfino l’innegabile, ossia la possibilità di vendere lo stadio. Leggiamo che intende consultare mezzo mondo, ma per cosa? In realtà continua a dirigere a tutta forza la corazzata comunale sull’obiettivo Novoli/Mercafir, lo scoglio su cui inevitabilmente andrà purtroppo a sbattere. Onestamente non capiamo il perché di tanta ostinazione. A invertire la rotta è ancora in tempo. Cordialmente

Comitato Vogliamo il Franchi

3000 firmatari

Redazione Nove da Firenze