SPC: "No alla retorica dei comandanti in guerra"

Palagi e Bundu, consiglieri di Sinistra Progetto Comune in Palazzo Vecchio: "Comprendiamo la straordinarietà della situazione legata a Covid-19 ma non esiste possibilità di non rispondere alle domande delle consigliere e dei consiglieri. Le funzioni di controllo sono parte del mandato per cui siamo stati elette ed eletti"


Dmitrij Palagi e Antonella Bundu (Sinistra Progetto Comune) pur comprendendo l'eccezionalità dell'emergenza Coronavirus non apprezzano il clima politico che si sta sviluppando in Palazzo Vecchio. "Ieri abbiamo appreso - sottolineano in una nota i consiglieri comunali - che da parte della Giunta ci sarebbe l'intenzione di non dare seguito a quelle interrogazioni che rimarranno senza risposta dopo il 15 di maggio. Si dice che la non risposta assumerebbe un valore politico. Vogliamo interpretare questa posizione come una leggerezza. La non risposta non è prevista dal regolamento. Se non perviene risposta scritta alle interrogazioni, il Sindaco deve venire in aula per adempiere a tale funzione. Questo è quanto. I valori politici devono sempre esprimersi all'interno del rispetto del regolamento, se si fa riferimenti ai rapporti tra le funzioni del Consiglio e quelle della giunta. Esprimiamo quindi immediatamente la nostra preoccupazione per questa posizione, con largo anticipo rispetto al 15 maggio, promettendo di non essere disponibili a chiudere gli occhi. Ci sono degli atti precedenti all'epidemia Covid-19 che hanno perso di attualità, dopo due mesi di emergenza? - domandano Bundu e Palagi - Questo è possibile, ma sta alla valutazione e alla responsabilità dei gruppi consiliari proponenti ritirare tali atti. Vale per le proposte di mozione o risoluzione, vale per gli accessi agli atti, vale per le interrogazioni. Se di collaborazione istituzionale si deve parlare tutti i giorni, non è con un atto unilaterale che la si può portare avanti.

Non pretendiamo forzature, non siamo ciechi di fronte alle difficoltà che la nostra Città vive, ma la centralità dei consigli comunali e di quartiere è l'unica possibilità per garantire un futuro in cui la partecipazione e la democrazia siano centrali nel futuro che dobbiamo costruire. La retorica dei comandanti in guerra che non devono rispondere delle loro decisioni è incompatibile con il nostro ordinamento".

Nella premessa a questa dichiarazione, i consiglieri di SPC sottolineano che comprendono "la straordinarietà della situazione legata a Covid-19" ma precisano che "il tavolo "patto per la città" era per noi aggiuntivo e non sostitutivo, dato che il regolamento rimaneva in vigore e non modificato".

Redazione Nove da Firenze