SPC: "L'Università non è un mercato ma luogo di formazione"

Bundu e Palagi con gli studenti che fanno rilievi all'attuale sistema accademico. E sul Question time: "Strumento molto utile ma le altre opposizioni e la maggioranza hanno deciso che siamo troppo fastidiosi, preferendo non usare l’ora prevista" "


“Il Comune di Firenze deve schierarsi dalla parte di quelle studentesse e di quegli studenti che non si rassegnano all’università come spazio neutro, in cui collezionare crediti e consumare CFU”. A dirlo sono Antonella Bundu e Dmitrij Palagi consiglieri comunali di Sinistra Progetto Comune. “Da una parte si vogliono tenere aperte le biblioteche fino a mezzanotte senza adeguati confronti con le parti sindacali, ignorando i diritti e magari sognando di poter sostituire il servizio bibliotecario con la sorveglianza privata. - proseguono - Dall’altra si vuole colpire ogni esperienza di autogestione e di socialità al di fuori delle regole di mercato. Il rischio di degenerazione segnalato dal rettore è evidentemente un modo per colpire ogni forma di possibile contestazione dell’attuale sistema accademico. La partecipazione crea problemi, se non corrisponde a qualche parametro da classifica accademica e non permette a qualche privato di arricchirsi. Gestire la vita universitaria in termini di pubblica sicurezza ci conferma l’impianto con cui in nome del decoro si permette a un modello di società sbagliata di infilarsi in ogni ambito della quotidianità. La cattiva fede di questa operazione è dimostrata anche da come si sceglie di operare. Intanto si vieta, poi si vedranno quali soluzioni alternative trovare. Un po’ come vorrebbe fare il Sindaco con il Franchi. Come Sinistra Progetto Comune non caschiamo nella trappola dei singoli episodi denunciati per una presunta lotta al 'degrado'. Serve partecipazione, per garantire il diritto di studenti e studentesse di vivere l’università come luogo di formazione reale, e non come spazio di mercato”, concludono.

Sempre Bundu e Palagi, evidenziano una questione relativa al question time comunale. “Il Consiglio comunale di Firenze prevede che prima dell’inizio dei lavori ci sia “non più di un’ora” dedicata ai question time. Sono strumenti utili per avere risposte in aula dall’amministrazione su questioni di attualità che interessano chi vive la città, chi ci lavora, chi ci studia. Sinistra Progetto Comune – spiegano Antonella Bundu e Dmitrij Palagi – in questi mesi ha spesso avuto modo di utilizzare questo strumento anche in modo evidentemente costruttivo, ringraziata dalla Giunta per aver sollevato alcune tematiche che altrimenti non trovano spazio in Consiglio. Oggi le altre opposizioni e la maggioranza hanno deciso che siamo troppo fastidiosi, preferendo non usare l’ora prevista, nonostante ci fossero altri nostri question time, perché altrimenti ci saremmo “presi” troppo spazio. Un cambio di prassi che ci colpisce. Evidentemente della chiusura della biblioteca dei ragazzi non interessa a nessun altro tra i capigruppo. Nel frattempo si chiedono consigli straordinari sulla sicurezza, quando non si utilizzano i tempi ordinari a disposizione...

Nessuno impedisce agli altri gruppi consiliari di presentare question time. Li prepariamo sapendo che avremo lo spazio che ci concedono le regole condivise. Se poi finisce che altri non lo fanno – concludono Bundu e Palagi – è davvero curioso che ci voglia esser fatto scontare a noi”.

Redazione Nove da Firenze