Sergio Marchionne: i post di Enrico Rossi e Matteo Renzi

Ospedale di Zurigo blindato per il ricovero del manager che versa in gravi condizioni


 Le condizioni di Sergio Marchionne restano gravi, sulla drammatica vicenda si rincorrono le reazioni umane ma anche i dati economici ad iniziare da quelli della Borsa europea ed internazionale colpita dall'improvvisa incertezza ai vertici di FCA ed intanto in Italia imperversano i commenti di politica e sindacati, come ad esempio il post del presidente toscano che ha scatenato la polemica sulla figura del manager.

Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha commentato nelle scorse ore "Marchionne versa in condizioni molto gravi. I giornali esaltano le sue capacità di leader e di innovatore. Ma, nel rispetto della persona, non si deve dimenticare la residenza in Svizzera per pagare meno tasse, il Progetto Italia subito negato, il baricentro aziendale che si sposta in Usa, la sede legale di FCA in Olanda e quella fiscale a Londra. Infine, un certo autoritarismo in fabbrica per piegare lavoratori e sindacati; e gli occupati che sono passati dai 120000 del 2000 ai 29000 di oggi. Marchionne era un manager capace, soprattutto per gli azionisti, ma certo poco o per niente attento alla storia e agli interessi industriali del Paese, il quale, d’altra parte, ha avuto una politica debole, priva di strategie industriali, che sostanzialmente ha lasciato fare. In questo momento di dolore, non si deve però dimenticare la complessità e gli errori che sono stati commessi in questi anni e che alla fine sono stati pagati dai lavoratori e dai giovani in cerca di occupazione. Mantenere una visione critica è la condizione indispensabile per provare a fare meglio".

Le parole dell'ex Premier Matteo Renzi "Provo disgusto verso chi in queste ore ironizza o insulta un uomo come Sergio Marchionne che sta vivendo ore disperate. Ma credo giusto anche riflettere su alcuni punti fondamentali. Marchionne ha riaperto fabbriche che erano chiuse o stavano chiudendo: ha creato lavoro, perché il lavoro si crea assumendosi rischi, non aspettando sussidi. Ha risollevato aziende che erano considerate finite. E se è stato oggetto di polemica si deve anche al fatto che il talento viene spesso criticato perché la nostra società è basata più sull’invida che sull’ammirazione. Ne ho parlato in una intervista fatta oggi con La Stampa. Leggo volentieri i vostri commenti: astenersi troll e leoni da tastiera".

Il presidente di Confindustria Toscana Alessio Marco Ranaldo – anche a nome di tutti i presidenti delle territoriali toscane - interviene in merito alle dichiarazioni del Presidente della Regione Enrico Rossi “Pur nel rispetto delle opinioni di tutti, trovo le parole del governatore Rossi del tutto fuori luogo, non solo perché si inseriscono in un momento umanamente delicato per il manager e la sua famiglia, ma anche perché non tengono assolutamente conto di come le scelte imprenditoriali di Marchionne, nel contesto di partenza a tutti noto, abbiano consentito di raggiungere risultati positivi incomparabili non solo per l’impresa da lui guidata, ma anche e – soprattutto – per l’occupazione. A lui, va riconosciuto il coraggio delle decisioni e una vision internazionale indispensabile ad una impresa protagonista del mercato, tutte qualità proprie del grande uomo di azienda, alle quali mi aspetto che la politica possa guardare come fonte di ispirazione piuttosto che di critica. Ritengo profondamente sbagliato ignorare come l’operato di Marchionne abbia portato vantaggi del tutto insperati non solo al gruppo industriale da lui guidato, ma anche ai lavoratori di quel gruppo”.

Il deputato toscano Stefano Mugnai commenta sui Social "Sono definitivamente stomacato da chi non si ferma neanche di fronte alla malattia per cercare, inutilmente fra l’altro, di lucrare un voto o di ricostruirsi un’identità politica. Penso ad esempio al post fb che il Presidente, sempre più pro tempore, della Regione Toscana Enrico Rossi ha pubblicato sulla vicenda umana di Sergio Marchionne. Ogni scusa è buona per una sinistra alla sbando per ricercare affannosamente un’identità perduta attaccandosi a schemi vecchi e superati. Rossi crede di risvegliare il consenso ormai perduto attaccando un grande manager mentre sta lottando in un letto di ospedale facendo leva sull’equazione imprenditore uguale padrone. Senza capire che di fronte alla malattia ci sono delle persone e basta. Non un politico, un manager, o un operaio, ma un uomo o una donna che lotta insieme ai priori cari. E il dolore e la malattia meritano rispetto. Sempre. Un post indegno, patetico, come certi commenti. L’esatto opposto di quello che ha postato Matteo Renzi. Due agli antipodi, parrebbe. Ma tanta è la paura di perdere ancora che questi due continueranno a (non) governare insieme la Toscana fino al 2020. Ma tanto il 2020 arriverà lo stesso".

“Il presidente della Toscana Enrica Rossi ha sprecato un'altra occasione per evitare di gettare parole al vento. Gli capita spesso, ma almeno di fronte a un dramma umano come quello di una persona che sta lottando fra la vita e la morte, avrebbe potuto fermarsi un attimo prima di gettarsi nel baratro delle polemiche da social come un qualsiasi trivio hater da tastiera. Fare un passo indietro nel nome del rispetto del dolore è preferibile a sparare sentenze, tra l'altro fondate solo sul pregiudizio, per conquistare qualche condivisione su twitter e su facebook” così il deputato fiorentino Gabriele Toccafondi entra nella polemica scatenata dal governatore della Toscana “I numeri lanciati a casaccio da Rossi – spiega Toccafondi - sono facilmente smentibili, e gli sarebbe bastata la pazienza di andare a vedere cosa era la Fiat prima di Marchionne, cioè un'azienda sull'orlo del fallimento, e cosa è oggi la nuova Fca sia come livelli occupazionali che produttivi, per evitare certi giudizi. Ma purtroppo c'è una certa sinistra che da sempre sentenzia sul pregiudizio cercando di piegare i fatti alle proprie opinioni ancorché infondate. Salvo poi vedersi smentire dalla realtà. Con questa sinistra piena di sentenze senza prove, e ovviamente sempre a carico degli altri non si costruisce niente, sarebbe ora che chi, a cominciare dal Pd, crede nelle riforme dica chiaramente da che parte stare."

Redazione Nove da Firenze