Scuole Paritarie, emergenza: il Popolo della Famiglia di Firenze scrive a Mattarella

Lettera aperta al Presidente della Repubblica sul rispetto dei diritti dei docenti dello scuole paritarie e per l'attuazione della piena libertà di educazione


E' piena emergenza per le scuole paritarie, i cui insegnanti sembrano essere discriminati rispetto a quelli della scuola di Stato nel prossimo concorso. Ma, paradossalmente, se anche il MIUR rinunciasse alle discriminazioni, l'esodo dei docenti delle paritarie verso la scuola statale metterebbe le prime in una crisi ancora più severa di quella già in atto. Il Circolo Area Fiorentina del "Popolo della Famiglia" ne scrive in lettera aperta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha già stoppato la prima stesura del Decreto salvaprecari bis

Il Pdf si rivolge al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per "segnalare la pervicacia del MIUR, che pur avendo ceduto sul punto dell'accesso al concorso per gli insegnanti delle paritarie, sembra perseverare nell'intento discriminatorio, se risponde a verità il fatto che gli insegnanti delle paritarie, come scrive Repubblica, 'non saranno considerati tra i primi ventiquattromila. Ovvero, non otterranno la cattedra a settembre 2020';- segnalare il paradosso per il quale, se anche tutte le discriminazioni nei confronti dei docenti delle paritarie venissero sanate, il passaggio dei vincitori di cattedra dalle paritarie alle scuole statali, metterebbe ancor più in crisi le prime".
"Il problema a monte di tutto - dicono Pier Luigi Tossani e Giovanni Dodducci del Popolo della Famiglia al Presidente Mattarella - è che per l'effettiva libertà di educazione che spetta alle famiglie, è che manca il buono scuola, a motivo di una storica lettura ideologica dell'articolo 33 della nostra Costituzione".
Pertanto, gli esponenti del PdF Area Fiorentina rivolgono un appello finale a Mattarella:
"Concludiamo quindi la nostra missiva, Signor Presidente, permettendoci di esortarLa caldamente, nella Sua veste di garante della piena attuazione della nostra Costituzione, nello spirito non meno che nella lettera, a voler definitivamente fare piena luce sullo storico equivoco circa l'articolo 33, che Le abbiamo appena esposto, in modo che, tramite la parità anche finanziaria, la libertà di educazione possa effettivamente respirare a pieni polmoni e dispiegarsi. Sarebbe cosa urgente e altamente meritoria, poiché il conseguente miglioramento dell'offerta educativa, in quantità e qualità, andrebbe evidentemente nel senso di affrontare seriamente la crisi esistenziale che, con droghe, eccessi e fragilità varie, bullismi, vandalismi, autolesionismi ed estesa mancanza di senso, colpisce una parte non piccola dei nostri giovani. RingraziandoLa per quanto potrà fare in questo senso, nell'ambito delle Sue prerogative istituzionali, Le porgiamo i nostri ossequi".

Redazione Nove da Firenze