Scudi di San Martino: i riconoscimenti 2019

Presentata dal presidente del consiglio regionale Giani l’edizione numero 36 del premio, dedicato a chi si è distinto in atti di generosità e solidarietà


Firenze – Gli eroi hanno il volto di chi, ‘senza la divisa addosso’, ha compiuto gesti straordinari in aiuto di persone in difficoltà. Anche a costo della propria vita. A ricordare e premiare queste storie, spesso condannate all’oblio o al silenzio, c’è l’Istituto di San Martino, che ogni anno da 36 a questa parte, in prossimità del giorno dedicato al santo, l’11 novembre, consegna gli ‘Scudi di Benemerenza’, nella tradizionale cerimonia solenne in palazzo Vecchio. Scudi in argento o in bronzo realizzati sulla base del calco che fu forgiato 36 anni fa da Brandimarte.

L’edizione 2019 è stata presentata nella sala Barile di palazzo del Pegaso. Il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, ripercorrendo la storia del santo che “rinunciò alla spada e si dedicò alla solidarietà”, ha parlato di una “cerimonia condotta con assoluta sobrietà”, nella quale “la forza deriva dalla semplicità e dalla grandezza del fatto” che volta a volta è ricordato e premiato. Il presidente ha definito la cerimonia nel salone dei Cinquecento “una delle più belle a cui partecipo ogni anno”, quella dedicata “al santo della gratuità”, alla generosità.

Al centro della conferenza stampa l’attività dell’Istituto nato a Firenze nel 1983 con scopi sociali, ovvero “incrementare gli atti di solidarietà umana attraverso una premiazione indirizzata a tutti coloro che si sono distinti per impegno, spirito di sacrificio e coraggio a favore dei più deboli, dei bisognosi e delle persone in grave pericolo”. Il presidente, Roberto Lupi ha annunciato “i nuovi eroi che si aggiungono alla legione di San Martino”.

Scelti con il confronto con le autorità dei ministeri, lo scudo d’argento andrà quest’anno alla memoria di Stefano Colasanti, il pompiere morto nell’esplosione di un distributore sulla Salaria, dove si era fermato per aiutare i colleghi intervenuti sull’incendio. “Una tragedia nella tragedia – ha spiegato Lupi – in quanto il fratello di Colasanti, Claudio, sovrintendente di polizia, accompagnò sul luogo dell’esplosione il questore di Rieti e lì scoprì la morte di Stefano”. A Mario Boredon, pensionato della Polizia di Stato che si trovava in vacanza all’Elba, e che con Federico Muti ha salvato una mamma e due bimbi piccoli dal mare in tempesta; all’agente di polizia penitenziaria Massimo Rupe, che lavora a Sollicciano e che quest’estate, in vacanza a Grosseto, ha salvato due bimbe intrappolate dalle fiamme.

Oltre agli scudi di argento anche quelli di bronzo e le ‘benemerenze’ tra le quali, quest’anno, quella per Gastone Carletti, di Marina di Castagneto Carducci, o a Francesca Dell’Aria.

Il calco, che nell’anno che si chiude è stato custodito dall’Università di Parigi, passerà di mano durante la cerimonia di Palazzo Vecchio e andrà alla Scuola superiore di magistratura.

Redazione Nove da Firenze