Sciopero al Tirreno

Ipotesi vendita: l'Odg Toscana chiede garanzie. La Regione Toscana segue con preoccupazione la vicenda


Il Gruppo Gedi, lo stesso de La Stampa e di Repubblica, sta valutando la cessione di alcuni quotidiani locali: tra questi anche il Tirreno di Livorno, con le sue redazioni diffuse in buona parte della Toscana. Il Tirreno è il secondo giornale della regione, con una settantina di giornalisti assunti e più di quaranta poligrafici. Una trattativa per la vendita sarebbe in corso.

L'Ordine dei giornalisti della Toscana segue con preoccupazione le vicende: "Il Tirreno non è solo un asset da vendere al migliore offerente, è un patrimonio di pluralismo e di cultura dell'intera regione; per questo chiediamo che il principale gruppo editoriale italiano fornisca adeguate garanzie, sia dal punto di vista economico-occupazionale che da quello dell'autonomia e dell'indipendenza di una testata storica. L'uscita del quotidiano da un grande gruppo editoriale non può e non deve essere un salto nel buio: gli autentici azionisti del Tirreno sono i suoi lettori e l'intera società toscana. Per questo le istituzioni sono chiamate a fare la propria parte, così come farà il Consiglio dell'Ordine dei giornalisti della Toscana che affiancherà e sosterrà tutte le iniziative che l'Associazione stampa toscana e la Federazione della stampa intenderanno assumere per difendere l'occupazione e salvaguardare l'autonomia della testata".

“Vogliamo seguire con attenzione l’evolversi della trattativa, assicurando tutto il supporto necessario laddove in gioco ci fossero posti di lavoro. Lo faremo a difesa del pluralismo dell’informazione e di una testata storica come è per la Toscana quella del Tirreno”. Il presidente in carica della Regione Enrico Rossi e quello in attesa di proclamazione Eugenio Giani si dicono preoccupati ed esprimono solidarietà ai giornalisti del quotidiano, che per oggi e domani, dopo essersi riuniti in assemblea, hanno proclamato sciopero e consegnato al Cdr, l’organo di rappresentanza sindacale interno, un pacchetto di altri atri dieci giorni. “Oltre al rischio di perdere posti di lavoro – sottolineano Rossi e Giani – va assolutamente scongiurato il pericolo di un impoverimento dell’informazione locale”.

"I sindaci toscani sono da sempre per pluralità dell'informazione e per la difesa dei posti di lavoro. Per questo Anci Toscana segue con attenzione e preoccupazione la vertenza che vede coinvolti i giornalisti del Tirreno, in sciopero dopo che la storica testata rischia di essere ceduta dall'editore". E' quanto afferma Matteo Biffoni, sindaco di Prato e presidente Anci Toscana. "Il secondo quotidiano della Toscana, che ha sede a Livorno, garantisce una capillare copertura locale e in particolare nelle province costiere - aggiunge Biffoni - A chi ci lavora, giornalisti, poligrafici, amministrativi, va la nostra vicinanza e solidarietà".

Redazione Nove da Firenze