Scandicci: due pelletterie si convertono a produrre mascherine per regalarle

La nuova mission di Edo.Mat ed Elys Color (31 dipendenti) in piena emergenza Coronavirus. L’appello del titolare Antonio Montagnani: «Sono alla ricerca del materiale per far partire la produzione e regalarle a chi ne ha bisogno»


Produrre e donare mascherine. È questa la nuova mission delle pelletterie Edo.Mat ed Elys Color di Scandicci (Fi). La decisione è stata presa dal titolare delle due aziende, Antonio Montagnani, alla luce della situazione di emergenza sanitaria causata dal diffondersi del Coronavirus. «Faccio un appello a tutte le aziende che producono materiale utile per creare le mascherine – dice il titolare -. Sono disposto a mettere a disposizione la mia azienda, le mie macchine per produrre mascherine e sono con me in questa decisione anche i miei 31 dipendenti. Vogliamo donarle, non venderle – spiega - e preciso che non ci poniamo alcun limite di tempo: lo faremo finchè ce ne sarà bisogno. Il mio pensiero va soprattutto ai volontari che prestano soccorso in ambulanza ma anche al personale sanitario, in prima linea ad affrontare questa battaglia. Per questo – conclude - sono alla ricerca del materiale per far partire la produzione quanto prima, sono pronto a comprarlo a mie spese pur di portare avanti questo progetto».

Edo.Mat è nata nel 2012 a Scandicci ed è cresciuta in questi anni come fatturato ma anche nel numero dei dipendenti, passando da 4 a 31 in poco tempo. L’azienda, con la sua succursale Elys Color, svolge principalmente attività come contoterzista. A lavoro ci sono persone che hanno in media 27 anni e tutti sono in grado di realizzare artigianalmente una borsa, dalla prima all’ultima fase di produzione.

Sempre a proposito di mascherine, in un momento così delicato per la Nazione c’è chi pensa, a La Spezia, di fare miseri affari approfittando del coronavirus.
La Squadra mobile spezzina ha identificato e denunciato due persone perché vendevano mascherine per la protezione del viso rubate, su Facebook.
Grazie alla segnalazione, gli investigatori liguri hanno scoperto che, su Facebook, attraverso un profilo poi rivelatosi falso, un diciannovenne vendeva, a 20 euro l’una, mascherine chirurgiche.
Decisi a verificare la cosa, gli agenti hanno provato a realizzare un acquisto bloccando poi sul luogo dell’appuntamento, il ragazzo che, effettivamente, era in possesso di mascherine, varie confezioni di guanti in lattice e salviette per la disinfezione ospedaliera senza poterne giustificare il possesso.
Le indagini sono continuate per risalire a chi aveva fornito al ricettatore il materiale e hanno portato i poliziotti a casa di un uomo di 52 anni, pregiudicato, che lavora nell’ospedale della città.
A casa di quest’ultimo gli agenti hanno trovato altre mascherine chirurgiche ed ulteriore materiale sanitario.

Redazione Nove da Firenze