Sanità: via libera alla conferma di Rocco Damone direttore generale di Careggi

La commissione Sanità, presieduta da Enrico Sostegni (Pd) ha espresso parere favorevole a maggioranza. Damone sentito in audizione prima del voto


Firenze – La commissione Sanità, a maggioranza, ha espresso parere favorevole alla conferma di Rocco Donato Damone alla direzione generale dell’azienda ospedaliero universitaria di Careggi. Il parere è stato espresso al termine dell’audizione dello stesso Damone, voluta dal presidente della commissione, Enrico Sostegni (Pd), con il pronunciamento favorevole del Pd e l’astensione della Lega, mentre il consigliere di Fratelli d’Italia, Diego Petrucci non ha partecipato al voto.

L’illustrazione di Damone ha fornito il quadro di un’azienda che primeggia in molteplici aspetti. Migliori performance a livello regionale per la qualità dell’attività chirurgica in oncologia; migliori performance nella sanità digitale, così come per la sostenibilità economica. Dal 2018 è in atto un potenziamento tecnologico, è aperto il bando per il primo acceleratore lineare in radioterapia, sono ancora in atto forti investimenti complessivi. Tra i progetti di ristrutturazione, è stato presentato il progetto per un’ala del Cto, che sarà realizzata con finanziamenti nazionali; previsto il potenziamento di medicina nucleare.

L’azienda, ha spiegato ancora Damone, ha fronteggiato la pandemia con buoni risultati: “Abbiamo saputo reggere alla seconda ondata, anche grazie al Covid center. Abbiamo fatto 300mila tamponi, mille e 500 ricoveri, somministrato 13mila dosi di vaccino e distribuito Circa 400mila i dispositivi sanitari individuali, mascherina e altro. Non è mai mancato niente e abbiamo potuto costituire una scorta che ci garantisce quattro mesi di autonomia. I picchi sono stati toccati il 26 marzo nella prima ondata e poi il 17 novembre”. Con un ulteriore aspetto incoraggiante: “In questi mesi abbiamo raccolto 2,8milioni di euro in donazioni”. La risposta è stata all’altezza, ha aggiunto Damone, “anche dal punto di vista del mantenimento delle attività programmate, che dall’inizio della pandemia sono scese complessivamente del 12,9 per cento, percentuale inferiore rispetto alla media, e soprattutto non sono scese sull’oncologia, dove siamo riusciti a confermare le stesse performance”.

Redazione Nove da Firenze