Sanità: indagine sulla gestione delle Rsa durante emergenza Covid

La commissione regionale presieduta da Stefano Scaramelli ha votato all’unanimità un fitto programma che prevede audizioni e approfondimenti. La conclusione dei lavori entro fine legislatura. Fattori e Sarti: “ripubblicizzare la gestione delle Rsa e fare chiarezza sul numero di vittime e contagi”


Firenze – La commissione Sanità, presieduta da Stefano Scaramelli (Italia Viva) ha dato il via a un’indagine conoscitiva sulla gestione delle residenze sanitarie assistite della Toscana durante l’emergenza Covid-19. In Toscana ci sono 322 residenze sanitarie assistenziali, di cui ben 280 sono gestite da soggetti privati, accreditati o convenzionati, nella maggior parte dei casi costituiti in cooperative, per un totale complessivo di circa quindicimila ospiti. Solo le restanti 42 Rsa sono gestite attualmente dal Servizio sanitario regionale.

La Commissione ha infatti detto sì, con voto favorevole all’unanimità, a un programma operativo che prevede una serie di audizioni, verifiche e approfondimenti per arrivare alla conclusione entro due mesi di tempo, eventualmente prorogabili, ma comunque entro la fine della legislatura. L’indagine era stata richiesta dal consigliere di Fratelli d'Italia, Paolo Marcheschi. “Con un lavoro comune, svolto a larghissima maggioranza – ha spiegato il presidente della commissione Stefano Scaramelli – abbiamo elaborato un programma, raccogliendo le istanze presentate da tutti i commissari”.

“L’emergenza Covid-19 ha segnato il fallimento definitivo del modello di gestione privata delle residenze sanitarie assistenziali, che si è rivelato uno degli anelli deboli del sistema socio-sanitario toscano. La soluzione è riportare sotto il controllo pubblico la gestione delle Rsa”. È quanto hanno affermato i consiglieri di Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, presentando un atto consiliare che impegna la Giunta regionale ad avviare un programma di progressiva ripubblicizzazione della gestione delle Rsa toscane, con l’obiettivo di raggiungere un unico modello sotto il controllo totale del Servizio sanitario regionale. L’atto chiede anche al governo regionale di fare rapidamente chiarezza sul numero reale dei decessi e dei contagi avvenuti finora tra gli ospiti e il personale delle strutture e di avviare l’immediata revisione dei parametri qualitativi e quantitativi necessari all’accreditamento regionale delle Rsa a gestione privata, prevedendo misure più stringenti in termini di verifica e controllo a tutela di ospiti e lavoratori. “Secondo stime per difetto l’emergenza sanitaria da Covid-19 nelle Rsa toscane ha causato 190 decessi e oltre mille contagi ma purtroppo sappiamo che il numero potrebbe essere assai più elevato, non essendo stato effettuato alcun tampone di verifica alle persone decedute da febbraio a oggi”, hanno spiegato Fattori e Sarti. “Anche per questo motivo è indispensabile verificare se esistano responsabilità da imputare alla cattiva gestione dell’emergenza sanitaria da parte dei gestori delle Rsa, considerando le numerose denunce per i ritardi nella fornitura dei dispositivi di protezione individuale, nell’effettuazione dei tamponi e nel trasferimento di pazienti positivi in strutture sanitarie adeguate sulle quali sta già indagando la magistratura”.

L’obiettivo dell’indagine è “l'approfondimento, durante l'emergenza sanitaria, della gestione dei protocolli di sicurezza nelle Rsa operanti sul territorio toscano”. In particolare, si intende acquisire informazioni “relativamente alle procedure di sicurezza disposte a tutela del personale sanitario e dei pazienti nelle stesse Rsa”. In questi mesi la commissione affronterà varie questioni: dalla verifica e censimento dei contagi e dei decessi avvenuti ed accertati come imputabili a Covid 19, alla verifica della corretta applicazione del quadro normativo regionale relativo all'emergenza Covid-19 all'interno delle strutture che hanno avuto maggiori casi di contagio e decessi; dal quadro giuridico di riferimento, nazionale e locale, in fase di emergenza sanitaria e dal quadro regionale del rapporto tra Rsa toscane e servizio sanitario regionale, fino all’organizzazione del lavoro e al rapporto di appalti dei servizi nelle Rsa; dalle linee guida per il percorso diagnostico-terapeutico dei pazienti affetti da Covid 19 e gestione dei sospetti casi di infezione, fino alle modalità operative ed i provvedimenti adottati durante l'emergenza sanitaria in corso.

Saranno, nelle prossime settimane, ascoltati tutti i soggetti coinvolti: Giunta regionale e uffici competenti; direttori Ausl; Unità di crisi Ausl della Toscana; Agenzia regionale di sanità e relativo Comitato di indirizzo; direttori zone-distretto nelle quali si sono registrati i casi di contagio e decessi più importanti; rappresentanze delle proprietà o dei soggetti gestori delle Rsa sia pubblici che privati e associazioni regionali delle cooperative sociali; direttori e relative strutture delle Rsa nelle quali sono state riscontrate evidenti criticità; sindaci delle aree più colpite dove sono collocate le Rsa; enti del Terzo settore di livello regionale; sindacati e Rsu delle strutture interessate; responsabili dei servizi di prevenzione e protezione e medici competenti delle Rsa interessate; rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

Redazione Nove da Firenze