Sanità, oggi ultima Commissione in Regione

Scaramelli (Italia Viva): "140 Sedute in questa legislatura, 118 audizioni, 34 consultazioni, 29 visite istituzionali, 16 in strutture sociali”


“La partecipazione e l’ascolto per lavorare insieme alla costruzione e alla elaborazione delle leggi è stata la costante di questi cinque anni nei quali ho guidato la Commissione sanità e politiche sociali del Consiglio regionale”. A dirlo Stefano Scaramelli (Italia Viva), presidente della Commissione sanità e politiche sociali, che oggi ha presieduto l’ultima seduta di questa legislatura. Un lavoro che ha portato la Commissione permanente ad essere la prima per mole e impegno sul fronte legislativo.

“Sono sette le leggi che portano la mia firma e 13 le collegiali - spiega Scaramelli - che si aggiungono alle proposte di legge avanzate dalla Giunta regionale, emendate in Commissione. Un risultato possibile grazie all’impegno di tutti i commissari che in questi cinque anni hanno seguito i lavori e accompagnato la Commissione anche nelle tante visite istituzionali. Oltre a 140 sedute, 118 audizioni, 34 consultazioni, 2 indagini conoscitive, abbiamo organizzato 29 visite ufficiali negli ospedali, 5 visite in carceri e comunità di recupero, 16 incontri in strutture sociali. Numeri straordinari che si legano all’impegno sul territorio che ho sempre cercato di non far venir meno. Chiudo questa esperienza con i numeri, importanti e significativi, ma soprattutto con i contenuti nelle norme approvate.

La prima è stata la legge sull’istituzione del Pronto Soccorso pediatrico, per consentire a tutti i bambini della Toscana di avere accessi specifici, che poi ha dato vita all’istituzione e alla realizzazione della Rete pediatrica regionale. Era un impegno preso durante la campagna elettorale del 2015. Allo stesso modo sono state importanti le norme che hanno cambiato, dopo anni, il nostro Sistema Sanitario Regionale per renderlo più strutturato, coeso e forte, tanto da essere riuscito a far fronte anche alla pandemia che ci ha colpito e che nessuno avrebbe saputo immaginare, nella sua drammatica gravità, nei mesi in cui lavoravamo alla riforma sanitaria. Lo scatto in avanti non solo sanitario ma anche culturale e civile è arrivato anche da norme forse più silenziose ma non meno importanti sul fronte dei diritti. Tra queste gli over 65, la cui disabilità in Toscana non si ferma più al compimento dei sessantacinque anni ma prosegue e non vede interrompere la possibilità di fruire di tutti quei servizi necessari al pieno esercizio dei propri diritti. Dal Durante e dopo di noi ai malati oncologici, in particolare le donne, che finalmente vedono la possibilità di essere valutate da professionisti dedicati. Poi le leggi fatte su cooperazione sociale e terzo settore, per arrivare alle risposte che abbiamo dato a tutto il personale sanitario. Dall'aumento degli organici alle nuove borse di studio, dalla ricomposizione e riqualificazione dei dipartimenti alle nuove possibilità professionali tese a incentivare e gratificare i professionisti della salute”.

Redazione Nove da Firenze