Sanità: Careggi al centro della Riforma che cambierà la vita dei toscani

La Regione Toscana si appresta a ridisegnare il sistema sanitario, la riforma presentata "a sorpresa" si preannuncia centrale nel nuovo assetto della Toscana


Nella regione del buco (di Massa) le tessere del mosaico sono numerose, tra queste: le strutture, i dirigenti, il personale, i macchinari, i farmaci. Basta una riforma per ridisegnare il puzzle?

Careggi compie 100 anni ed è la grande città ospedaliera collegata all'Università di Firenze che si presenta rinnovata nell'aspetto, quanto claudicante nella sostanza: un ingresso inaugurato da poco, un cantiere aperto ricco di ostacoli e barriere architettoniche, padiglioni prefabbricati in cemento amianto in via di dismissione, ma guai a parlare di "abbattimento".
La gestione dei beni immobili da parte della Sanità toscana è un vero tabù: i metri cubi sono ovunque sul territorio. Adesso che si pone il problema di dover ridurre i costi qualcuno si ricorda di quei posti letto smarriti tra i presidi dimenticati, soppiantati a volte da strutture di nuova realizzazione.
Dedalo non sarebbe mai stato così disorganico e Teseo avrebbe maledetto Arianna se si fosse trattato di spostarsi tra gli Ospedali Museo e le antiche dimore, passando per parchi tematici come San Salvi o casi estremi come l'Ospedale Omeopatico di Pitigliano. L'esperimento di ricerca, malvisto dalla medicina tradizionale, ha svuotato l'Ospedale maremmano Petruccioli - come ha ricordato Il Foglio nelle scorse settimane - per dedicarsi alle cure integrate. A cosa servono i posti letto per i pazienti trattati con l'agopuntura? Questo si è domandato qualcuno.
Un quesito rimasto irrisolto è il seguente: se Careggi sarà il centro del mondo, come mai i malati continuano a gravitare altrove? L'alternativa dovrebbe essere liberarsi di tutti gli immobili inutilizzati per concentrare le risorse sul potenziamento di un polo multifunzionale.

L'apparato dirigente. Il metabolismo del sistema pare affetto da stitichezza: chi è dentro non riesce ad uscire. Quella che nel mondo scientifico viene definita "meritocrazia" da noi sarebbe una chimera. Molti sono i medici frustrati che non trovano riscontro nella piramide del potere che potrebbe essere costruita seguendo l'indice Hirsch ad esempio che attribuisce valenza allo scienziato più qualificato. Siamo in deficit di merito, è veramente così? Abbiamo parlato di Careggi e pertanto offriamo come spunto ai nostri lettori il Curriculum vitae pubblico del Direttore Sanitario dell' Azienda ospedaliero‐universitaria di Firenze che, nato nel 1951, dal maggio '87 al novembre '96 è stato dipendente amministrativo part‐time del Servizio Sanitario Regionale, si è laureato nel 1995, specializzato nel 1999 ed a maggio 2000 è diventato Dirigente medico a tempo indeterminato presso la Direzione Sanitaria di Arezzo, per poi passare nel 2010 alla guida di Careggi.

La forza lavoro chiede stabilizzazioni e nuove assunzioni. Su questo punta il dito ad esempio Giancarla Casini, della Camera del Lavoro di Firenze, che rivendica il successo per le 32 nuove assunzioni (16 infermieri e 17 operatori sanitari) ottenute nelle ultime ore con l'obiettivo però di arricchire l'organico perché "Il grave problema della mancanza di personale, insufficiente per sostituire gravidanze e malattie lunghe, ricade sul servizio all'utenza. Occorre rivalutare gli standard assistenziali: quanti operatori servono per garantire i servizi all'utenza? Da qui si deve partire e non dal taglio indiscriminato"

Il Ticket non piace, è per molti un prezzo assegnato al diritto di ricevere cure ed assistenza, mentre il contributo per la digitalizzazione non è stato neppure compreso. A cosa sono serviti i famosi 10 Euro a "lastra"?
"C'erano una volta le lastre da guardare controluce - raccontano alcuni radiologi - poi sono stati ridotti i costi di 'sviluppo' a fronte di un investimento sul digitale". I pazienti stanno pagando questo investimento? Per quanto tempo ancora?
I macchinari sono cari per il servizio pubblico quanto per il privato che però cerca di tenerli in funzione il più possibile per ammortizzarne i costi e spesso vorrebbe ottenere più convenzioni con le Asl proprio per svolgere un maggior numero di esami.

Per i farmaci il capitolo è curioso e sconvolgente. Il farmaco migliore è quello che riduce la degenza o che rimette in sesto il paziente? I principi attivi servono per confezionare prodotti coperti per alcuni anni dal brevetto, passati alcuni anni il farmaco può essere immesso in commercio a prezzo contenuto etichettato come "generico". Tra l'una e l'altra confezione esistono differenze di prezzo, si parla in molti casi di pochi centesimi di euro. Quando si spendono milioni in manutenzione di strutture inutilizzate quei pochi centesimi pesano come macigni, più sulla coscienza però che sul budget. 
I pazienti di oggi vengono curati con le medicine di ieri? Si  potrebbe compromettere a tavolino una valutazione che spetta al medico ed al paziente. Il rischio? Quello di non fornire al paziente la medicina migliore ma la più conveniente.

Qual è il piano di Enrico Rossi per la razionalizzazione? "In ogni area vasta ci saranno due aziende, una ospedaliera universitaria e una sanitaria. Va assolutamente scongiurato il rischio che entrino in competizione. Si tratta di un aspetto cruciale e per questo abbiamo pensato di dare molta forza ai dipartimenti per la programmazione di area vasta e al direttore della programmazione stessa. Il rapporto tra le aziende dovrà essere garantito proprio dalla programmazione. E all'interno della programmazione ognuno realizzerà la propria gestione. Alla programmazione di area vasta si dovrà attenere anche l'uso delle strutture come le sale operatorie e delle tecnologie"

Tra le ultime polemiche scatenatesi sull'onda della riforma quella intercorsa tra Enrico Rossi e gli infermieri toscani che il presidente vuole mandare in pensione per lasciare posto a giovani operatori sanitari. Infermieri su tutte le furie. Il motivo? L'efficienza. Per diventare infermiere professionale occorrono tre anni di superiori prima di affrontare il triennio dell'Università più vari master specialistici. La licenza media più un corso regionale di 6 o 12 mesi bastano invece per la qualifica di operatore sanitario.

Leonardo Marras, ex presidente della Provincia di Grosseto ed oggi consigliere regionale con il ruolo di Capogruppo della maggioranza spiega a Nove da Firenze la delicata questione: "Credo sia necessario fare presto. Quando ci sarà l'insediamento del nuovo assessore si potranno affrontare nei dettagli i problemi della riorganizzazione come la riduzione delle aziende, c'è la legge che già ci dice che ci sarà uno step a settembre e noi cercheremo di mantenere questi impegni. La razionalizzazione serve ad omogeneizzare e qualificare i servizi sul territorio di conseguenza potranno essere raggiunti risultati di risparmio ma è solo una conseguenza anche se ci saranno sicuramente. L'obiettivo principale è quello della qualità dei servizi dobbiamo preoccuparci di mantenere sui territori i servizi di qualità".
Nuove assunzioni a Careggi, sarà possibile dare seguito all'aumento dell'organico? "Si tratta di dettagli che riguardano la Giunta ed il nuovo assessore. E' chiaro che il momento è difficile ma dobbiamo fare fronte a tante situazioni come le liste di attesa.. se ci saranno gli spazi non credo che ci saranno problemi a coprirli"

Giovanni Donzelli, capogruppo di Fratelli d'Italia, ha puntato spesso l'attenzione sui contenitori svuotati di funzioni ed è tra i più acerrimi nemici del "Buco con la Regione intorno". Spiega a Nove da Firenze Donzelli: “La chiamano razionalizzazione dei costi, in realtà è ben altro: circa 2000 medici e infermieri tagliati in tutta la Toscana, mantenendo però sprechi immobiliari e dirigenti raccomandati. Già adesso negli ospedali manca personale, questi sono irresponsabili. Bastava non fare i buchi nei bilanci delle Asl a partire da Massa e Siena e non sprecare centinaia di milioni con una gestione folle degli immobili e non sarebbe stato necessario dover tagliare medici e infermieri. Nell'ultima legislatura abbiamo presentato i dati del Ministero contrapponendoli alla favola di Rossi sull'eccellenza della Sanità in Toscana: nelle liste d'attesa siamo in coda. Per il by-pass coronarico in Toscana sono necessari oltre 49 giorni, in Calabria o Basilicata ne bastano 15. Per il tumore al colon serve un mese di attesa mentre in Molise bastano 9 giorni. In regime di day hospital un’operazione di ernia inguinale comporta 77 giorni di attesa, in Campania e in Sicilia appena 25. Chemioterapia e coronarografia ci vedono migliori solo della Campania".

Tommaso Fattori, consigliere regionale leader di Sel ha stroncato in più occasioni la Riforma ed alla vigilia della X legislatura sottolinea a Nove da Firenze: "L'abbiamo chiamata controriforma della Sanità e non era neppure presente nel programma di Rossi, ma è arrivata all'improvviso. Dovrebbe portare risparmi ed efficienza, ma gli studi dimostrano che porta solo a sistemi complessi sia dal punto di vista organizzativo che per quanto riguarda i bilanci. Dietro questa controriforma c'è l'idea di diminuire il personale e pre-pensionare un numero consistente di lavoratori, ed in pochi anni vedremo ridotto il numero di operatori sanitari. Andiamo nella direzione opposta rispetto alle necessità: dovremmo ammortizzare la spesa delle macchine per la diagnostica tenendole in funzione di più e non meno. Questo però lo lasciamo fare al privato che così ci guadagna. Occorre ridisegnare il sistema rafforzando i presidi territoriali e non andando verso l'accentramento del sistema. Serve un tessuto di presidi sanitari funzionanti con un adeguato numero di persone a lavoro.Crediamo che l'idea sia quella di privatizzare la Sanità, creare due binari e spostare i cittadini ricchi sul binario dove le liste di attesa non ci sono ed il servizio è sotto casa, mentre i più poveri avranno a disposizione un sistema lento, con liste di attesa infinite e presidi distanti da raggiungere muovendosi privatamente all'interno del territorio". 

Antonio Patruno