Rubrica — Editoria Toscana

San Casciano Val di Pesa: lo Statuto del 1357 tradotto per la prima volta dal latino

Il lavoro nasce dallo studio di Mèsi Bartoli, storica dell’arte, coadiuvata dal professor Giuliano Pinto. Il Comune vorrebbe realizzarne una pubblicazione per gli studenti. Accordo con la Soprintendenza per il restauro delle mura medievali. L’inizio dei lavori, nel tratto di via dei Fossi, è previsto entro il 2018


SAN CASCIANO VAL DI PESA, 24 agosto 2018. Lo studio della storica dell'arte Mèsi Bartoli sulla vita del castrum medievale di San Casciano potrà diventare una pubblicazione. È l'intento del Comune di San Casciano che sta seguendo da vicino la ricerca condotta dalla studiosa che per la prima volta ha tradotto dal latino lo Statuto di San Casciano, datato 1357, un anno dopo la costruzione delle mura di San Casciano, manoscritto conservato presso l'Archivio di Stato di Firenze. Mèsi Bartoli è coadiuvata dal professor Giuliano Pinto. Si tratta di una prova di archeologia scritta che porta alla luce il più antico Statuto del Comune di San Casciano pervenuto ad oggi attraverso la trascrizione e la traduzione del testo.Il Comune, in collaborazione e in accordo con l’Università di Siena, avendo già avviato uno specifico percorso sulla conoscenza, la valorizzazione e la tutela delle mura medievali sancascianesi, ha intenzione di mettere al centro di questa importante testimonianza del passato sancascianese un’operazione culturale di ampio respiro per la conoscenza e la riscoperta del Medioevo.

Per il Comune di San Casciano si compie un importante passo che va nella direzione di realizzare un obiettivo ambizioso e concreto: restaurare, conservare e valorizzare le mura castellane. E’ stato sottoscritto l’accordo di programma tra l’amministrazione comunale di San Casciano e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato per la realizzazione di interventi di restauro, risanamento conservativo e valorizzazione delle mura castellane di San Casciano, nel tratto di via dei Fossi. Un obiettivo di ampio respiro che potrà essere realizzato grazie al finanziamento ministeriale, pari a oltre mezzo milione di euro, e ottenuto lo scorso febbraio per il restauro del tratto più antico delle mura medievali di San Casciano. Il Comune procede dunque con la realizzazione di indagini conoscitive nel 2016 e rileva, a seguito di tali operazioni, la presenza di fenomeni di dissesto. Scatta a questo punto la necessita di elaborare una progettazione che miri all’esecuzione di puntuali interventi di restauro e consolidamento. Sempre nel 2016 la giunta approva il progetto preliminare per il restauro ed il risanamento conservativo delle mura con un intervento di valorizzazione del tratto di via dei Fossi per un importo complessivo pari a 530 mila euro. E’ immediatamente successiva la richiesta di autorizzazione ai lavori di restauro e consolidamento, inoltrata alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Firenze, Pistoia e Prato. Il Comune aveva già stanziato risorse importanti per la realizzazione del restauro, nel bilancio di previsione 2017-2018, quando alla fine del 2017 si verifica il crollo parziale delle mura. Il Comune si attiva nell’immediato per richiedere un intervento di sostegno economico al Ministero. Risale al febbraio 2018 la risposta positiva del governo che accoglie la richiesta di finanziamento. Nel marzo 2018 la giunta approva il progetto definitivo del primo stralcio dell'intervento e un mese dopo, attraverso la Centrale Unica di Committenza dell'Unione comunale del Chianti fiorentino, il Comune indice una manifestazione di interesse per un importo di circa 257 mila euro. L’inizio dei lavori è previsto entro il 2018. Numerose in questi anni, a partire dal 2008, le iniziative che hanno permesso di conoscere aspetti storici e culturali delle mura medievali tra cui eventi espositivi e conferenze tematiche con il coinvolgimento di varie associazioni locali, ricercatori ed esperti del Sistema Museale Chianti Valdarno.

Redazione Nove da Firenze