Saldi invernali 2021 posticipati: primo giorno sabato 30 gennaio

In Toscana più flessibilità sulle promozioni che potranno iniziare, se le aziende lo vorranno, a partire dal 1 gennaio. Marinoni (Confcommercio) bypassa la Regione e lancia un appello al Governo: "Attività commerciali da riaprire giovedì 3 o venerdì 4 dicembre, il 5 è già troppo tardi. Le garanzie di Giani sono assolutamente insufficienti"


Saldi di fine stagione posticipati quest’anno: non partiranno infatti il giorno prima dell’Epifania, come sarebbe dovuto essere, ma sabato 30 gennaio. Come sempre riguarderanno per lo più scarpe, accessori e capi di abbigliamento: trenta giorni dureranno le vendite scontate, fino dunque a tutto febbraio. Lo ha deciso la giunta regionale che ha approvato ieri la delibera, considerando lo stato di emergenza legato alla pandemia da coronavirus valido, al momento, fino alla fine di gennaio.

Prima dei saldi ci sarà però quest'anno maggiore flessibilità sulle promozioni, che potranno iniziare, se le aziende lo vorranno, a partire dal 1 gennaio. Finora c’era sempre stato un divieto sui ribassi nei trenta giorni precedenti le liquidazioni e si trattava di un modo per evitare situazioni di concorrenza tra imprese all’avvio di stagione. Ma con i saldi posticipati a fine gennaio l’esigenza risultava a questo punto meno stringente. Le stesse associazioni di categoria regionali, il 12 novembre, avevano chiesto di intervenire con nuove soluzioni. “Così – commenta l’assessore al commercio della Toscana, Leonardo Marras - abbiamo ritenuto opportuno consentire alle attività commerciali la possibilità di gestire con maggiore flessibilità le strategie aziendali per incentivare gli acquisti e commercializzare l’invenduto”.

Anche le altre Regioni hanno deciso di posticipare i saldi invernali. 

Intanto Confcommercio Toscana chiede alle istituzioni, Governo in primis, di permettere a tutte le attività commerciali toscane di tornare pienamente operative da giovedì 3 dicembre o, in stretto subordine, da venerdì 4 dicembre. Lo fa con tre lettere inviate a firma della presidente regionale Anna Lapini all’indirizzo del Presidente del Consiglio, del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e del presidente nazionale di Confcommercio Carlo Sangalli, affinché si faccia anche lui portavoce del “caso Toscana”.

“Le garanzie e l’impegno del presidente Giani per una riapertura a sabato 5 dicembre sono assolutamente insufficienti”, spiega il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni, “è di vitale importanza poter riaprire da giovedì 3 o al limite da venerdì 4 ma non più tardi: il fine settimana, ma soprattutto un fine settimana di dicembre, parte proprio dal giovedì pomeriggio. Anche in termini di concentrazione di clienti e pericolo di assembramenti, è bene prendere in considerazione questo fatto e optare per una riapertura più ‘allungata’ dello shopping”.

Di una cosa Marinoni è certo: “far partire l’autorizzazione a stare aperti da sabato 5 dicembre sarebbe un vero autogol. Concentrare gli acquisti in uno spazio orario più limitato, con il rischio di creare calca nelle vie dello shopping, va contro ogni regola di buon senso, se la priorità di questo momento deve essere quella di conciliare la sicurezza con le normali attività di sempre, shopping compreso”.

“Siamo sempre stati rispettosi delle decisioni di carattere sanitario prese dalle istituzioni nell’interesse della collettività, anche quando ci penalizzavano senza motivo”, ribadisce il direttore di Confcommercio Toscana, ricordando che “la Toscana è passata in poche ore da zona gialla a zona rossa e apprendere oggi che, pur avendo parametri migliori di altre regioni alle quali è consentito di lavorare, corriamo il rischio di stare chiusi anche in questo ulteriore fine settimana prenatalizio solo per motivi burocratici o amministrativi è uno schiaffo all’intera categoria e alle sue ragioni di esistere”.

“Ecco perché – chiarisce Franco Marinoni - la nostra presidente regionale Anna Lapini ha scritto una lettera formale a Eugenio Giani e un’altra al nostro presidente confederale Carlo Sangalli, pregandolo di intercedere per noi presso le istituzioni nazionali. E stamattina ne ha scritta una terza direttamente al presidente del Consiglio Conte. Ci auguriamo che Conte comprenda la gravità della situazione e la necessità stringente di consentirci di lavorare, per la sopravvivenza delle nostre imprese, dell’occupazione e dei servizi che garantiscono sul territorio”.

Redazione Nove da Firenze