Rubrica — Agroalimentare

Ruffino Cares: il bilancio di sostenibilità

L'azienda racconta tutte le iniziative in seno alla responsabilità sociale di impresa


To care è un verbo inglese la cui traduzione significa “prendersi cura, impegnarsi per qualcosa di positivo”. Ruffino ha da sempre avuto a cuore iniziative e progetti la cui finalità si elevava sopra il concetto stesso di business: la sostenibilità ambientale, l’educazione al consumo responsabile di vino e l’impegno verso gli altri. Con il progetto “Ruffino Cares” questa visione della responsabilità sociale di impresa trova un suo naturale inquadramento, una sua identità e un chiaro pensiero strategico, enucleati nel suo “Bilancio di Sostenibilità”, giunto alla sua seconda edizione. Il polo gravitazionale e aspirazionale di Ruffino Cares è rappresentato dagli obiettivi di sviluppo sostenibile dettati dall’ONU a Stati e grandi imprese. Ruffino si è impegnato a perseguirne alcuni e a intraprendere il lungo percorso di conseguimento verso altri. La sostenibilità ambientale, la tutela dell’ambiente e della sua biodiversità è uno dei primi obiettivi: ormai da anni Ruffino ha adottato un manuale di buone pratiche agricole per la corretta implementazione di tutte le fasi di gestione vitivinicola in ottica ecosostenibile. Nel 2018 Ruffino ha ottenuto la certificazione “Biodiversity Friend” dalla World Biodiversity Association, associazione internazionale che attesta con monitoraggi scientifici una gestione della produzione volta a preservare la biodiversità e la salubrità dell’ambiente. Inoltre nel 2021 più del 40% dei vigneti di proprietà di Ruffino sarà così a conduzione biologica. Ma l’impegno di Ruffino non si limita alla gestione dei vigneti: con una costante attenzione agli sprechi e all’impatto ambientale è arrivata a riciclare oltre il 75% dei rifiuti prodotti. Un esempio virtuoso ne sono la gestione delle acque con impianti di depurazione all’avanguardia, la fitodepurazione che permette di trattare in modo naturale le acque di scarico delle cantine grazie all’uso delle piante palustri e del filtraggio naturale dell’acqua a mezzo di sabbia e ghiaia, permettendo così il riutilizzo dell’acqua purificata nelle operazioni di irrigazione e pulizia. La necessità di promuovere una educazione al consumo responsabile di vino è il secondo pilastro strategico di Ruffino Cares. Questo si incarna nell’idea di educare a gustare il vino ancorandolo ai sistemi relazionali che ci appartengono quasi geneticamente e per i quali, come italiani, siamo invidiati e imitati in tutto il mondo: la convivialità, la condivisione affettuosa, un fiasco di vino da spartire con coloro a cui si vuole bene. Perché secondo Ruffino bere vino deve significare elevarsi nel piacere dello stare insieme e non isolarsi negli eccessi. Infine Ruffino Cares è impegno verso gli altri, responsabilità nel sostenere le eccellenze del territorio. Ruffino è impegnata per la gestione di 1.200 ettari di verde del parco Dynamo Camp, primo campo di terapia ricreativa in Italia per i bambini con gravi patologie, dove ogni dipendente può svolgere attività di volontariato con parte di permessi retribuiti. Dall’anno della sua creazione, nel 2015, Ruffino è al fianco dell’associazione MIA.DI per sostenere l’Ospedale pediatrico Meyer. Ruffino Cares è un progetto a lungo termine, ambizioso, che ha anche l’aspirazione di rappresentare quello che Ruffino desidera far vivere nella sua essenza di marchio: l’italianità di gusto e stile, il sapersi divertire senza eccessi, la condivisione di affetti semplici, la bellezza buona e sociale.

Redazione Nove da Firenze