Enrico Rossi sui 25 punti in 100 giorni: "Abbiamo rispettato i nostri impegni"

Il capogruppo e coordinatore regionale di Forza Italia Stefano Mugnai: «A parte la candidatura da anti-Renzi, azioni per i toscani non se ne son viste»


FIRENZE- "Siamo sicuri che si poteva fare meglio, ma qualcosa lo abbiamo fatto. Noi abbiamo rispettato i nostri impegni". E' con questo sintetico commento che il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha concluso l'illustrazione del lavoro svolto da lui stesso e della Giunta regionale per attuare, nei primi cento giorni della legislatura regionale, i 25 punti che prima in campagna elettorale aveva promesso di realizzare se eletto e poi aveva messo alla base del suo programma di mandato. A poco più di tre mesi dalla prima riunione della nuova Giunta regionale, il presidente ha quindi convocato i giornalisti per dar conto di ciò che è stato fatto (vedi tabella). Si tratta di 25 interventi (ma sono di più, visto che qualcuno è composto da due o tre azioni) che riguardano numerose materie: dalla cura per la montagna e dagli sgravi fiscali per le imprese montane, al trasporto pubblico, al turismo, all'istruzione, alla sicurezza sociale, alla tutela della legalità, agli anziani, ai giovani, allo sport, agli animali, al sostegno alle imprese giovanili, all'assetto idrogeologico, alla semplificazione amministrativa. "Tra quelli a cui tengo di più – ha aggiunto il presidente – c'è l'ora di educazione fisica nelle scuole elementari. Credo sia importante per i nostri ragazzi. Così come lo sono la somministrazione di vitamina D agli anziani per combattere l'osteoporosi e il garantire una vita migliore ai non autosufficienti, ma anche il grande intervento che abbiamo messo in cantiere sull'assetto idrogeologico". Sottolineando l'attenzione che va dedicata alle fasce più deboli della popolazione, Rossi ha detto che gli piacerebbe che l'Italia si dotasse di una legge sulla povertà, destinando un miliardo e mezzo ogni anno per aiutare chi "non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena". Illustrando i singoli punti, Rossi ha sottolineato come la Toscana primeggi nell'attuazione del progetto delle "Scuole senza zaino", sia la Regione più avanzata in quanto ad uso della cannabis per scopi terapeutici e come la decisione di sostenere 100 band giovanili ogni anno con contributi fino a 5.000 euro "sia più importante di ciò che non si pensi". Ha tenuto infine a sottolineare come nella lotta contro l'epatite C, nonostante i contenziosi legali in corso che finora non hanno permesso di dare completa attuazione al programma, la Toscana dal primo gennaio ad oggi abbia speso oltre 70 milioni di euro, cioè il doppio di quanto ci sarebbe spettato nel riparto dei 500 milioni previsti per tutta l'Italia. "Anche grazie alla spinta politica – ha aggiunto – che abbiamo dato a questa questione, abbiamo soddisfatto più pazienti di quanto non abbiano fatto altre Regioni ".

«Ok lo faccio anche io: nelle prossime dodici ore mi laverò i denti tre volte. Domattina vi racconterò come sono stato bravo ad aver mantenuto l’impegno. Era più o meno questo il tenore di complessità dei 25 punti che Rossi si era dato come obiettivi in campagna elettorale. Li ha centrati? Vorrei anche vedere non fosse riuscito ad ammonire le scuole affinché alleggeriscano gli zaini dei ragazzi o a invitare a svolgere l’ora di educazione fisica. Il resto è tutto un ‘avvieremo’, ‘faremo’, ‘studieremo’, ‘vorrei’ di cui probabilmente avremo gli esiti nell’anno del mai. Beh in verità in questi suoi primi 100 giorni da presidente della Regione Toscana Enrico Rossi una cosa l’ha fatta: si e’ candidato a segretario nazionale del suo partito in concorrenza diretta con l’attuale segretario e premier Matteo Renzi. Fine. Attività per la Toscana: non pervenuta, come la temperatura di Tirana ai tempi di Bernacca». Questa l’opinione del capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Stefano Mugnai, candidato governatore della Toscana per il suo partito alle ultime elezioni regionali e coordinatore toscano degli azzurri. «In Consiglio, le sedute di commissione non hanno atti da esaminare. Idem, di conseguenza, quando si arriva alle sedute d’aula ravvivate quasi solo da comunicazioni di giunta, che non sono atti di governo ma solo di indirizzo politico, e dagli atti di sindacato ispettivo di noi consiglieri regionali che produciamo interrogazioni e mozioni. Enrico Rossi e la giunta regionale sono del tutto passivi. Fanno cose (inaugurazioni spot, incontri piacioni, promesse ai territori), vedono gente (comitati sempre rassicurati a parole ma mai coi fatti, sigle sindacali idem e via proclamando), ma non fanno atti. E invece loro sono lì non per promettere, che già lo hanno fatto in campagna elettorale, ma per realizzare le promesse sulla cui base hanno ottenuto i voti dei toscani. Quelle serie, intendo: quelle che riguardano salute, infrastrutture, sviluppo... Se il buongiorno si vede dal mattino, c’e’ di che preoccuparsi. Anche sotto il profilo strettamente istituzionale – conclude Mugnai – poiché l’assenza di attività di governo rende difficoltosa anche quella di opposizione. Manca la materia prima, per così dire».

Redazione Nove da Firenze