Roberto Cavalli: perdura l’incertezza a Sesto Fiorentino

Cgil e Cisl di categoria chiedono l’apertura di un tavolo di crisi alla Regione Toscana. Bekaert: incontro il 28 marzo al Mise


Firenze, 25-3-2019- A seguito dell’incontro formale tra RSU, sindacati ed azienda i lavoratori della Roberto Cavalli di Osmannoro (Sesto Fiorentino) confermano lo stato di profonda preoccupazione per la situazione già espressa nei giorni scorsi. L’atteso incontro, tenutosi lo scorso 19 marzo, avrebbe dovuto portare elementi chiarificatori in merito alle ipotesi riportate dalla stampa di una richiesta di pre-concordato in alternativa alla vendita al gruppo americano Bluestar Alliance.

"Al di là della conferma degli scenari riportati dalla stampa, l’azienda non è stata in grado di fornire elementi chiarificatori a causa dell’ulteriore rinvio dell’assemblea dei soci del fondo Clessidra, proprietaria dal marchio -si legge in un documento di Filctem Cgil e Femca Cisl FirenzeAlla base della crisi aziendale, la volontà prematura di Clessidra di disinvestire sul marchio unitamente al mancato raggiungimento degli obiettivi individuati dalla strategia di rilancio delineata dalla programmazione manageriale che avrebbe dovuto concludersi, secondo le interviste più volte rilasciate alla stampa dal Ceo, Gian Giacomo Ferraris, con il raggiungimento dell’equilibrio dei conti al 31/12/2018.Vista la perdurante situazione di incertezza che ha portato da alcune settimane ad un blocco totale delle attività, che vede, tra l’altro, l’uscita del direttore creativo Paul Surridge, della quale i lavoratori sono venuti a conoscenza attraverso la stampa, è stata, pertanto, richiesta l’apertura di un tavolo di crisi presso la Regione Toscana affinché tutti gli organi competenti siano informati della gravità dell’impatto che una situazione del genere comporterebbe sul futuro della realtà produttiva della Roberto Cavalli (oltre 200 addetti sul territorio fiorentino) e di tutto l’indotto che intorno ad essa opera".

I sindacati territoriali di FIM-FIOM-UILM, in vista dell’incontro del prossimo 28 marzo al MISE, chiedono al Ministero dello Sviluppo Economico di farsi garante nel valutare la solidità di tutti i soggetti industriali che si stanno interessando alla reindustrializzazione del sito Bekaert di Figline Valdarno affinché, nell'ambito della piena realizzazione dei piani industriali di uno o più soggetti che si dovessero presentare, si ricreino tutti quei posti di lavoro del sito di via Petrarca. Ricordano infatti che i posti di lavoro sono stati cancellati dalla multinazionale belga, ragione in più per cui andranno valutate positivamente quelle proposte che evitino una pesante ripercussione e danno sociale sul territorio del Valdarno salvaguardando l’occupazione di tutti i lavoratori attualmente collocati in CIGS. FIM-FIOM-UILM chiedono al MISE di valutare attentamente tutti gli interessamenti giunti al tavolo ministeriale, nessuno escluso, verificando la solidità finanziaria ed industriale dei soggetti che si sono interessati alla reindustrializzazione, affinché vi possano essere serie prospettive industriali ed occupazionali. I sindacati vogliono precisare inoltre che le proposte di reindustrializzazione debbono arrivare al tavolo ministeriale in un tempo utile, e comunque entro il termine del 31/12/2019, ultimo giorno di validità della cassa integrazione, al fine di definire i percorsi di trasferimento di tutte le competenze.

Redazione Nove da Firenze