Roberto Cavalli: i sindacati non accettano il trasferimento a Milano

Filctem e Femca: "I nostri distretti sanno supportare i grandi nomi, se idee sono chiare". Il sindaco di Sesto Fiorentino Falchi: “Sconcertati dal comportamento della proprietà”


Si è tenuto ieri l’incontro in web conference tra sindacati, istituzioni e la dirigenza aziendale di Roberto Cavalli. Femca-Cisl e Filctem-Cgil hanno confermato alla proprietà il mandato assembleare stabilito dai lavoratori che hanno giudicato l'ipotesi di trasferimento come inaccettabile. Il sindacato, nell’esprimere l’apprezzamento perché questo giudizio è stato fatto proprio anche da Regione ed istituzioni vuole ancora una volta chiarire che l’azienda deve rimanere nel nostro territorio. Questo sia per una mancata chiarezza rispetto al piano industriale e soprattutto per il rispetto delle famiglie dei lavoratori e delle lavoratrici che negli anni hanno fatto grande il nome di Cavalli e quello di Firenze nel mondo della moda: "I nostri distretti - anche grazie alle Istituzioni e alle organizzazioni sindacali- hanno dimostrato di saper supportare i grandi nomi della moda nello sviluppo, se le idee sono chiare e soprattutto condivise.Per questo abbiamo formalmente richiesto ai rappresentanti dell'azienda di riportare al consiglio di amministrazione la richiesta di riconsiderare la scelta annunciata.Il sindacato valuterà le decisioni aziendali con rigore e fermezza, nella speranza che i prossimi passaggi mettano al centro il tema della ripartenza e delle strategie industriali del sito fiorentino".

“Siamo sconcertati da quanto emerso questa mattina nel corso dell'incontro tra Istituzioni e proprietà della Roberto Cavalli. Abbiamo avuto la conferma della volontà di andare avanti con una decisione gravissima ed irresponsabile, assunta alle spalle dei lavoratori e del tavolo di crisi regionale, senza alcun rispetto per le Istituzioni e per il territorio. Corriamo il forte rischio di assistere a 170 licenziamenti mascherati. A domanda, abbiamo appreso che il piano industriale con la riduzione dei costi del personale è stato definito prima della crisi sanitaria, e tra l’altro mai presentato alle organizzazioni sindacali o alle Istituzioni presenti al tavolo di crisi. Una decisione, quella dello spostamento di tutta l’azienda a Milano in tempi rapidi, presentata come unica scelta per il salvataggio, ma che va in evidente controtendenza rispetto ai segnali di crescita della filiera della moda nel nostro territorio. Abbiamo chiesto all'azienda di riconsiderare la sua decisione e sosterremo con forza le organizzazioni sindacali che hanno dato la disponibilità ad avviare un confronto serrato e costruttivo”. Così il sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi, commenta l’esito della riunione del tavolo regionale di crisi sulla vertenza Cavalli.

Redazione Nove da Firenze