Rimborsi a rilento per le vittime del salvabanche

Fondo indennizzo risparmiatori, scatta la proroga ad aprile per le domande. Confconsumatori: "Tutti i requisiti per presentare la richiesta di accesso al Fir"


Mentre la Regione Toscana compra i gioielli di "Arezzo Fiere" per dare liquidità all'azienda aretina in sofferenza, i risparmiatori di Banca Etruria, a distanza di cinque anni, dopo i primi rimborsi ottenuti grazie alle proteste sono ancora in attesa delle integrazione ai rimborsi promesse dal precedente governo. Gli obbligazionisti aspettano ancora l'integrazione del 15% mentre gli azionisti, che da decreto, con l'introduzione del Fir, possono accedere al rimborso del 30%, non hanno visto ancora un centesimo.

"Il problema risiede a monte -spiegano dall'Associazione Vittime del Salvabanche- in una legge poco snella, partita dopo mille ritardi dovuti ad una tardiva contrattazione con l'Europa, che ha portato alla fine, a modifiche sostanziali al testo, con il risultato di doverla in parte riscrivere. Per quanto riguarda l'integrazione degli obbligazionisti al Fitd sono 13 mila le domande che devono essere evase. Dalla firma del decreto del 30 aprile 2019, le domande sono partite il primo luglio 2019. Al 23 dicembre scorso le richieste di accesso al Fondo interbancario liquidate sono state 240, con una media di 50 domande a settimana; di questo passo, se si pensa al numero totale di domande, ci vorranno ben 4 anni per terminare il rimborso almeno degli obbligazionisti subordinati. Mentre per azionisti e obbligazionisti del secondario, l'esame delle domande non è addirittura iniziato".

Con la Finanziaria dell’anno 2020 è stato differito, dal 22 febbraio al 18 aprile 2020, il termine per la presentazione delle domande di accesso al Fondo indennizzo risparmiatori. Il Fir è destinato a indennizzare gli azionisti e obbligazionisti (subordinate) delle 4 banche – Banca popolare dell’Etruria, Banca Marche, Cassa di risparmio di Ferrara e Cassa di risparmio di Chieti – in liquidazione coatta amministrativa nel 2015, nonché delle due banche venete (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca).

«Confconsumatori – fanno sapere dall'associazione – ritiene utile lo slittamento del termine, considerando che dalle nostre sedi sono stati riscontrati ritardi poco giustificati nell’emissione dei certificati di possesso (indispensabili) e del costo storico dei titoli da parte delle banche che hanno acquisto le banche fallite».Gli interessati possono contattare l’associazione rivolgendosi agli sportelli territoriali oppure scrivendo alla casella e-mail risparmio@confconsumatori.it. «Si ricorda – fanno sapere ancora dall'associazione – che ai fini della presentazione della domanda non sono indispensabili i limiti di reddito imponibile (35 mila euro) e patrimonio mobiliare (100 mila): è possibile documentare il misselling, ovvero l’errore delle banche nella vendita dei titoli in quanto non adeguati e non appropriati per il cliente». Per la Toscana i risparmiatori possono chiamare anche il numero 328 7958074 e contattare le varie sedi territoriali.

Redazione Nove da Firenze