Rifiuti: la commissione d’inchiesta regionale, lunedì, alla Tana Termini e alla discarica del Cassero

La mattina del 4 febbraio visita alla società Sistemi Biologici srl a San Marcello Piteglio, nel pomeriggio sarà la volta di Pistoiambiente. Il presidente Giacomo Giannarelli: “Primo focus su due realtà critiche“. Il Consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi): “Rossi avvelena la Toscana con le discariche e favorisce inceneritori vecchi ma privati rispetto a quelli pubblici e di nuova generazione”. Fattori (Sì): “Dopo la consegna delle 9 mila firme raccolte nella valle del Serchio e l’approvazione dei nostri atti, KME inverta rotta: No ad inceneritore e Sì ad autoproduzione di energia da fonti incontrovertibilmente pulite. Subito tavolo con i Ministeri”


Doppio sopralluogo lunedì 4 febbraio della “commissione d’inchiesta in merito alle discariche sotto sequestro e al ciclo dei rifiuti”, presieduta da Giacomo Giannarelli (M5S). La mattina, dalle 10.30, i commissari saranno alla Sistemi Biologici srl di San Marcello Piteglio (società dichiarata fallita dal Tribunale di Pistoia nel 2017), nel pistoiese, per visitare anche l’ex impianto di compostaggio Tana Termini situato al confine con Bagni di Lucca. Il sopralluogo è stato richiesto dal consigliere di Forza Italia Maurizio Marchetti, capogruppo in Consiglio regionale, che sul sito ha più volte manifestato “forti perplessità”dovute all’ubicazione proprio nell’alveo del torrente Lima. “Il contesto ambientale in cui si trova è delicato. Credo che la visita sarà utile per comprendere la necessità di procedere alla bonifica e alla messa in sicurezza dell’area”, anticipa Marchetti. Alla visita della mattina parteciperanno anche il sindaco San Marcello Piteglio, Luca Marmo, il responsabile dell’ufficio ambiente del Comune, Cristiano Vannucchi, il curatore fallimentare di Sistemi Biologici, Ivo Vannini, e l’amministratore delegato di Pistoia Compost srl, Alessandro Ermini.

Nel pomeriggio, dalle 14.30, la commissione visiterà Pistoiambiente srl a Serravalle Pistoiese, gestore della discarica del Cassero sequestrata nel 2014 a seguito di un incendio e riaperta lo scorso aprile su decisione del Tribunale del riesame di Pistoia. Il sito è adibito allo smaltimento di rifiuti speciali provenienti da circa 40 ditte per lo più tra centro e nord Italia e sono in molti, tra cittadini e istituzioni, non ultimo il sindaco di Serravalle, Piero Lunardi, a chiederne la definitiva chiusura. All’incontro parteciperanno oltre al primo cittadino anche l’assessore comunale all’ambiente Federico Gorbi e il direttore tecnico di Pistoiambiente Michele Menichetti. Questo primo sopralluogo della commissione, già anticipato dal presidente nel corso dell’ultima seduta, “servirà a fare il punto su due realtà critiche”, ma anche per “dare una prima risposta a cittadini e istituzioni che chiedono maggiori impegni e attenzione per salute e territorio”, anticipa Giannarelli.

“Dalla Commissione speciale emerge che siamo in una vera emergenza rifiuti. Mentre Comuni, Ato e dirigenti dei settori ambiente lamentano la necessità di realizzare tempestivamente gli impianti, Rossi nega l’autorizzazione proprio all’unico impianto previsto dal suo piano Regionale dei rifiuti. E’ assurdo -commenta il Consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi)- E’ chiaro a tutti che negare nuovi impianti, significa scegliere di continuare ad avvelenare la Toscana con l’ampliamento di nuove discariche. Rossi ci spieghi perché si ostina ad autorizzare solo inceneritori privati (come quello di Scarlino), addirittura mai compresi nel piano Regionale. Evidentemente gli interessa alimentare il business privato a scapito dell’interesse pubblico dei cittadini, costretti a pagare tariffe fra le più alte d’Italia a causa del costo “del non fare” gli impianti pubblici necessari a chiudere il ciclo. E chi pagherà poi i 20 milioni di euro di penale della Q.Thermo dopo la definitiva bocciatura della Regione al termovalorizzatore di Case Passerini?”.

Sono state approvate dal Consiglio regionale due mozioni contro il progetto di pirogassificatore KME, ambedue a prima firma Fattori, la prima senza simboli e firmata unitariamente dagli altri capigruppo Pecori, Giannarelli, Spinelli, Marcheschi e la seconda firmata, oltre che dal collega di Sì Paolo Sarti, anche da Giovannetti, Baccelli e Marras”. “Dopo la consegna, ieri, delle 9 mila firme raccolte contro il pirogassificatore dal Movimento la Libellula e dai comitati e dopo l’approvazione odierna delle due mozioni, KME non può pensare di andare avanti come se nulla fosse e la giunta regionale non può continuare a sostenere un accordo insostenibile”, dichiara il capogruppo di Sì - Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori. “Nessuno vuole il pirogassificatore: non lo vuole la popolazione, i comuni interessati, la provincia di Lucca e non lo vuole il Consiglio regionale. Se KME intende davvero autoprodurre energia, saremo tutti in prima linea a sostenere la realizzazione di una piattaforma energetica alimentata da fonti incontrovertibilmente pulite e rinnovabili, come l’energia solare. Al momento, invece, KME sembra solo pronta ad abbracciare un nuovo business assai remunerativo, quello dell’incenerimento degli scarti del pulper di cartiera. Come dimostra la recente cessione da parte di KME a un gruppo cinese di una fetta consistente della produzione tradizionale, quella di Serravalle, l’affidabilità non sembra la prima caratteristica dell’azienda. C’è persino il rischio che, in un futuro prossimo, si fermi l’attività e resti solo l’inceneritore, oltretutto in una valle caratterizzata da consistenti inversioni termiche e con una situazione epidemiologica preoccupante”, continua Fattori.
“C’è chi sta provando a mettere i lavoratori KME contro la popolazione, con il solito ricatto che prova a contrapporre il lavoro alla salute. In realtà è possibile, anzi necessario, produrre nel rispetto dell’ambiente e della salute, così com’è possibile autogenerare energia in maniera davvero sostenibile. Nel bruciare gli scarti del pulper invece non c’è niente di pulito né niente di circolare”, prosegue Fattori. “La Giunta regionale dovrà finalmente attivarsi presso KME, come già deciso a luglio a seguito di un’altra nostra mozione approvata all’unanimità ma rimasta ad oggi inattuata, per definire soluzioni tecnologiche che garantiscano l’autoproduzione di energia da fonti realmente e indiscutibilmente pulite e rinnovabili. Abbiamo stavolta aggiunto un’ulteriore richiesta, ossia impegniamo la giunta a farsi promotrice di un tavolo istituzionale con l’azienda e con i Ministeri interessati, oltre che ad attivare un percorso pubblico di partecipazione”. “Finora cittadini e istituzioni locali non sono stati ascoltati e il Governo regionale non ha preso in considerazione la volontà politica dell’assemblea”. “E’ finito il tempo di giochini e ricatti, se davvero KME vuole rilanciare la produzione e l’occupazione deve scegliere la sostenibilità sociale, economica e ambientale, applicando le migliori pratiche, già facilmente reperibili, di risparmio energetico e autoproduzione con energie davvero rinnovabili, utilizzando le tariffe agevolate per il settore”, conclude Fattori.

Redazione Nove da Firenze