Firenze Fiera: consulenza da 160mila euro nel mirino della Corte dei Conti

"Cifra rilevante vista l'attuale situazione finanziaria". Focus dei giudici contabili anche sulle altre partecipate della Regione: al vaglio consulenze della Montecatini Terme spa e della Marmi e Macchine Carrara. Perplessità sulla garanzia alla fidejussione per l'Interporto di Guasticce. Il governatore Rossi: "Verificheremo"


(DIRE) FIRENZE, 23 lug. - FIRENZE Fiera spende 160.000 euro per una consulenza esterna, mentre arriva a 400.000 euro complessivi la Montecatini Terme spa. E la Corte dei Conti apre un focus sulle consulenze affidate a società esterne dalle partecipate della Regione Toscana. Lo rivelano i giudici nella relazione che accompagna il rendiconto 2018 dell'ente, dove finisce anche FIRENZE Fiera: "In particolare spicca una consulenza di oltre 160.000 euro. Cifra rilevante anche in considerazione dell'attuale situazione finanziaria della partecipata". Allo stesso modo, "si possono richiamare le consulenze affidate da società in crisi, come Internazionale Marmi e Macchine Carrara spa, la quale fa ampio ricorso a non meglio precisate 'consulenze tecniche varie' per un valore di circa 400.000 euro".

Nella relazione spunta poi "la Montecatini Terme spa, con consulenze per circa 400.000 euro, tra le quali merita attenzione quella per 47.580 euro per lo studio dei principi contabili Ias".

Casi che dovranno essere "oggetto di approfondimento mediante ulteriori verifiche a partire dal prossimo ciclo di controlli". Cifre e tema su cui i giornalisti chiedono conto al presidente della Regione Enrico Rossi. Che sottolinea: "Posso solo dire che in Regione Toscana non facciamo consulenze. Da noi si chiamano collaborazioni gratuite". Tuttavia avverte: "Verificheremo se da qualche azienda derivata sono state date consulenze inappropriate, e interverremo sanzionando".

La Corte dei Conti, inoltre, solleva più di una perplessità sulla garanzia alla fideiussione prestata dalla Regione per l'interporto di Guasticce e in favore di Monte dei Paschi, presente nel conto del patrimonio di palazzo Strozzi Sacrati per tre milioni. Sulla scelta, i giudici evidenziano "criticità che connotano tutta l'operazione giuridica". La giunta, è scritto nel rendiconto, "ha autorizzato, con legge regionale, l'acquisto di immobili della società Interporto Toscano Vespucci, per una spesa massima di 3,26 milioni". Ma così "rinnoverebbe l'illegittimità rappresentata dalla violazione delle norme sugli aiuti di Stato e delle norme che vietano il soccorso finanziario", inoltre "sosterrebbe un esborso finanziario pari a quasi il doppio di quello che dovrebbe sostenere qualora onorasse la garanzia fideiussoria, fornendo così alla società partecipata nuova liquidità in contrasto con il quadro normativo vigente".

Rossi interviene anche su Guasticce e spiega: sull'interporto "abbiamo fatto un ottimo lavoro e resto contrario alla privatizzazione. Proprio adesso che comincia a fare utili e profitti per 3,5 milioni, sarebbe una sciocchezza totale. Bisogna, invece, risanarlo completamente". Certo, aggiunge, "verificheremo" i rilievi mossi dalla Corte dei Conti, "però bisogna sapere che a Guasticce abbiamo salvato il retroporto di Livorno, che altrimenti sarebbe fallito", aprendo "una situazione drammatica sotto il profilo occupazionale. Così, dal 2015, l'occupazione è aumentata del 30%, quindi è stato un intervento importante anche sul fronte lavorativo. Bisogna continuare". (Dig/ Dire)

Redazione Nove da Firenze