Regione Toscana: anticipatemi i soldi, ho da fare cose

Ai politici non serve giustificarne l'uso, basta chiederli


Avete idea di quanto possa costare organizzare un Party o comprare i salatini per un Aperitivo? Per non parlare delle vele pubblicitarie parcheggiate sulle rotonde della città: parliamo di circa 100 Euro al giorno per il trasporto della gigantografia ammiccante e sorridente.

La Legge regionale 3 del 2009, che oramai abbiamo imparato a conoscere e che risulta dedicata agli "affari interni", definisce anche l’indennità di fine mandato che non c'entra nulla con l'assegno vitalizio e che corrisponde invece ad una Liquidazione o Trattamento di fine rapporto comunemente inteso.
Tra agosto e dicembre 2014 c'è chi ha messo le mani avanti, non ha voluto aspettare qualche mese ed ha chiesto un anticipo.

Di cosa parliamo? Di "una mensilità dell’indennità di carica lorda in godimento nel corso del mese in cui si verifica la cessazione della carica" moltiplicata per gli anni di servizio.
Ma non è tutto “Il soggetto avente diritto può richiedere l’erogazione anticipata di parte dell’indennità di fine mandato nella misura non superiore al 70% di quanto maturato al momento della richiesta” è ovvio che la richiesta fatta negli ultimi mesi di mandato frutta di più.
Diamo i numeri: 2.156.883,70 Euro erogati per le richieste fatte nel 2014. Ma perché gravare anche con queste somme impreviste sulla spesa di Bilancio? Sempre per il bene esclusivo della collettività? Concentriamoci un attimo: cosa c'è a fine mandato? Esatto, le elezioni.

Senza volersi spingere nell'analizzare i singoli budget familiari, azzardiamo una ipotesi: un consigliere o assessore in carica, attingendo all'anticipo dell'indennità di fine mandato, avrebbe potuto contare su una media di 60mila Euro di Bonus per iniziare a pianificare la campagna elettorale. Esiste in politica la concorrenza sleale?

Nel 2014 per decreto dirigenziale è avvenuta l’erogazione degli anticipi sulla indennità di fine mandato ad alcuni consiglieri regionali tutelati dal rispetto della privacy. La rappresentanza Cobas della Regione Toscana non ha preso bene la notizia ed ha pubblicato sul portale sindacale nomi e cognomi: Ammirati Paolo Enrico, Parrini Gianluca, Ciucchi Pieraldo, Monaci Alberto, Remaschi Marco e Marcheschi Paolo, Mattei Fabrizio, Tognocchi Pier Paolo, Pugnalini Rosanna e Bugli Vittorio, Carraresi Marco, Del Carlo Giuseppe, Lazzeri Gianluca, Salvadori Gianni e Fuscagni Stefania, Venturi Gianfranco, Brogi Lorenzo.

"Lacrime e sangue solo per gli altri. Guarda caso, malgrado si dica che non ci sono soldi, per questo si trovano" così esplode la rabbia dei dipendenti pubblici che davanti alla prospettiva di vedersi posticipata la propria liquidazione a 2 anni dal termine del rapporto di lavoro, tirano fuori la calcolatrice e dichiarano una retribuzione media annua di 29.626 euro lordi comprensivi di tredicesima, in confronto alla retribuzione mensile lorda di 11.549,62 euro per gli assessori, ed alla retribuzione di 13.000 euro lordi al mese per il Presidente della Regione, mentre i consiglieri si accontentano di una retribuzione di 120.000 Euro lordi all'anno.

Era il 1982, quando nei principi fondanti all’origine del Tfr c'era l'intento di "aiutare i lavoratori a superare le difficoltà economiche derivanti dalla cessazione di un rapporto di lavoro fornendo un paracadute per sostenere il lavoratore in attesa di altra occupazione".
Poi però l'Italia si è accorta che i problemi di una famiglia sono tanti ed imprevedibili, per questo ha concesso l'erogazione anticipata per il lavoratore che sia dipendente da più di 8 anni consecutivi nella misura massima del 70%, ma solo per spese urgenti indicate nel Codice Civile: tra queste le spese sanitarie per terapie ed interventi straordinari, l'acquisto della prima casa anche se per i figli, spese da sostenere fino al compimento dell’ottavo anno nel caso di nascita di un bambino. Inoltre le spese legali e le spese funerarie per decesso del coniuge, parenti entro il 2° grado, altri parenti od affini purché conviventi e per gli sfratti esecutivi.
Non sembrano previste le "spese elettorali". Basta così, qualcuno potrebbe vergognarsi.

E' la storia della pagliuzza e della trave, l'articolo di Legge contro il Sistema. Il problema è sempre il solito: se la politica non è considerabile come attività lavorativa, prevedendo in teoria solo rimborsi collegati alle funzioni prestate, come mai troviamo corrisposte quelle somme dedicate espressamente al mondo del lavoro e delle famiglie che devono giustificarsi per affrontare quelle che definiamo "necessità" umane?
A seguire buffet.

Antonio Patruno