Referendum: sì alla riduzione del numero dei parlamentari

Riepilogo del comune di Arezzo. Razzanelli (FI): “Diminuisce la rappresentanza, avremo una democrazia partitocratica”


Chiusi alle 15 di oggi, lunedì 21 settembre, i seggi per le elezioni regionali in Toscana e per il referendum costituzionale che si sono svolte fra domenica 20 settembre e lunedì 21 settembre.

Ad Arezzo in 94 sezioni scrutinate su 97 si impone il SI con 32.767 voti (65.84%), mentre il NO si ferma a 16.998 (34.16%). Schede bianche: 423 (0.84%). Schede nulle: 194 (0.39%). I voti validi sono in totale 49.765 (98.78%) dei 50.379 votanti (70.21% dei 71.753 elettori).

A Empoli l’affluenza definitiva per il referendum è stata di 24.293 votanti, pari al 68.93%. L’affluenza per le elezioni regionali è di 24.295 votanti, pari al 67.34%. Alle precedenti elezioni regionali, di domenica 31 maggio 2015, l’affluenza definitiva alle 23 di quella unica giornata di votazioni, era stata del 49,82%, pari a 17.821 votanti. Nella tornata elettorale per le regionali di domenica 28 e lunedì 29 marzo 2010, si erano recati alle urne, il 67,07%.

“La vittoria del sì al Referendum costituzionale non garantirà risparmi e creerà una democrazia fondata solo sui partiti”. Il consigliere di Forza Italia Mario Razzanelli commenta il risultato uscito questo pomeriggio dalle urne. “Questo Referendum non è stato spiegato bene agli italiani. Si ridurranno onorevoli e senatori con un risparmio di circa 30 milioni l’anno: una goccia nel “mare magnum” nel bilancio dello Stato italiano e provocherà solo una diminuzione della rappresentanza sul territorio. Se si voleva fare una riforma seria andava eliminato il Senato – spiega Razzanelli – perché il Parlamento italiano mette, in media, due anni ad approvare una legge contro i 3-4 mesi con i quali viene approvata una legge negli altri Stati europei. Questa lentezza, tipica italiana in quanto la legislazione risale a oltre settant’anni fa, ha generato un’altra perversione: l’abuso dei decreti legge. Non esiste altro Paese al mondo che fa un uso così accanito di decreti leggi. Se si voleva davvero fare una riforma seria andava eliminato il Senato, un doppione della Camera dei Deputati. E’ stata cambiata la Costituzione che fu votata nel 1948 dall’80% del Parlamento. Oggi il 30% degli italiani l’ha cambiata. La vittoria del sì al Referendum porterà anche una seconda conseguenza. In Italia dal 1994 è stato abolito il voto di preferenza e sono i segretari dei partiti che decidono chi deve rappresentarci in Parlamento. Se domandiamo a un fiorentino, od a un italiano, chi ha eletto in Parlamento, con poche eccezioni, sarà in grado di rispondere. E questo è da sempre un grave rischio per la democrazia. Già da tempo ci è stata privata la possibilità di scegliere chi far sedere in Parlamento. Votiamo i partiti ma non chi ci deve rappresentare. Abbiamo un Parlamento di nominati. Riducendone il numero la situazione peggiorerà ulteriormente. La democrazia sarà totalmente in mano ai Capi dei vari partiti. Siamo l’unico paese in Europa che non è una democrazia ma una vera e propria “partitocrazia”. 

Redazione Nove da Firenze