Reddito di quarantena per precari e partite Iva, la proposta di Fattori

Il cconsigliere regionale di Sì Toscana a Sinistra: "Andrebbe istituito per chi è escluso dagli ammortizzatori sociali. La Regione faccia pressione sul governo”


“Dobbiamo contenere il virus ed estendere i diritti, l’emergenza sanitaria non può trasformarsi in emergenza sociale e lavorativa”, esordisce così Tommaso Fattori, capogruppo di Sì Toscana a Sinistra, nel presentare il pacchetto di proposte “volte a garantire continuità di reddito a tutti, indipendentemente dalla condizione contrattuale” appena presentate in Consiglio regionale. Istituire un fondo che garantisca un “reddito di quarantena” e continuità salariale a lavoratori e lavoratrici con partita Iva o ad ore e a tutte le categorie prive di tutela costrette a interrompere il lavoro a causa dell’emergenza Coronavirus. Ripristinare la Cassa integrazione in deroga per evento imprevisto e imprevedibile per i lavoratori subordinati integrando il salario realmente percepito, come appena avvenuto in Emilia Romagna. Infine prevedere un’integrazione del reddito, sgravi fiscali e contributi figurativi per i lavoratori e le lavoratrici autonome in possesso dei requisiti per il regime forfettario. Sono queste le principali richieste del gruppo regionale Sì Toscana a sinistra contenute nella mozione che sarà discussa nella prossima seduta consiliare. “Il presidente della Regione Toscana deve chiedere al governo nazionale di far approvare questi interventi eccezionali a sostegno dei freelance, dei precari, degli intermittenti, dei collaboratori ad ore, degli autonomi con partita Iva e degli atipici che dovranno affrontare senza tutele una lunga crisi che si protrarrà ben oltre il periodo di picco dei contagi, anche a causa del Ddl sul lavoro autonomo del 2015 che non ha mai avuto decreti attuativi. Le partite Iva sono i nuovi reietti - ha aggiunto Fattori - non hanno ferie, congedi, malattie e in questa situazione di emergenza patiscono una doppia pena, non possono lavorare e non hanno tutele”. “Molti impieghi nel settore del turismo e dei servizi educativi, sociali, culturali, dello spettacolo e dello sport sono regolati da forme contrattuali che consentono revoche istantanee, senza la previsione di ammortizzatori sociali. Quella dei lavoratori in appalto, sia nelle pubbliche amministrazioni che nel settore privato, è una delle categorie più esposte, e l’interruzione della retribuzione o la riduzione drastica delle ore lavorate è purtroppo all’ordine del giorno. Si tratta - conclude Fattori - di settori spesso invisibili che rischiano di essere tagliati fuori dai provvedimenti straordinari del Governo e delle Regioni”.

Redazione Nove da Firenze