Rapina in gioielleria, il colpo in 4: ecco come hanno fatto

Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Firenze


 Tre donne sono ritenute responsabili, unitamente ad una quarta non ancora identificata, del furto all’interno di una gioielleria nel settembre 2017.

In base a quanto accertato, le quattro avevano un modus operandi semplice e ben collaudato: entrate a coppie, a distanza di pochi minuti le une dalle altre, in un’oreficeria del centro, mentre le prime due, simulando un acquisto, distraevano la negoziante con richieste pressanti di vedere più articoli, mostrandosi indecise sull’oggetto da scegliere, le altre due, restavano defilate, in “educata” attesa, osservando nel frattempo le teche espositrici.

Arrivato il momento giusto, forse ricevuto un segnale convenzionale dalle complici, quella verosimilmente più esperta riusciva con abilità ad aprire una delle teche, arraffando in modo repentino circa un centinaio tra anelli ed altri preziosi. Raggiunto l’obiettivo, con una scusa banale ma credibile, le quattro uscivano dall’esercizio commerciale con fare tranquillo e sicuro.

Qualche sospetto era stato comunque ingenerato dalle stesse, quasi subito, la negoziante si era accorta del furto ma, nonostante l’allarme dato con una chiamata al 112, delle quattro donne si era già persa ogni traccia. 

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Pontassieve, grazie ad accurate indagini durante le quali hanno acquisito i filmati della videosorveglianza della gioielleria e delle telecamere del Comune, sono riusciti a ricostruire non solo la dinamica del colpo ma anche i movimenti all’esterno delle donne; è stato così individuato il veicolo con cui erano giunte a Pontassieve e, partendo da una targa e da qualche immagine, con un meticoloso lavoro di ricerca nell’ambiente delle nomadi toscane dedite a questo tipo di furti, gli investigatori sono riusciti ad individuarne con certezza tre, peraltro tra loro imparentate.
  Gli elementi acquisiti e l’ampio curriculum criminale, soprattutto di due di esse, che ne certifica la pericolosità e la recidività, hanno fatto sì che la Procura della Repubblica di Firenze (Sost.Proc. Dott. Antonino Nastasi) richiedesse ed ottenesse dal GIP Dott.ssa Paola Belsito la custodia cautelare in carcere.

Tuttavia, la mobilità delle tre donne nel territorio, non solo toscano, ne ha reso difficoltoso il rintraccio cui si è giunti dopo prolungati appostamenti nei pressi dei principali campi nomadi toscani: due di esse erano infatti a Viareggio e la terza a Prato. Pertanto, nella serata di ieri, in collaborazione con i Carabinieri delle Compagnie territorialmente competenti, le donne sono state arrestate: le due più grandi, tra loro sorelle, sono state associate alle case circondariali, rispettivamente, di Pisa e Firenze Sollicciano mentre la terza, più giovane, è stata posta ai domiciliari.

Le indagini proseguono sia per individuare la quarta complice che per accertare eventuali altri colpi commessi con le medesime modalità dal quartetto negli ultimi mesi. 

Redazione Nove da Firenze