Rubrica — La psicologa risponde

Psicoterapia sul web: esperienza pilota della Scuola di psicologia relazionale

In un volume appena pubblicato l’innovativa esperienza condotta a Prato da 15 anni. Manfrida: “Svolta con il Covid, non potremo fare a meno delle risorse on line”


Prato, 1 luglio 2020 - Il Centro di studi e applicazione della psicologia relazionale di Prato si conferma protagonista - a livello internazionale - per la sperimentazione e la didattica della psicoterapia on line. Il racconto scientifico di quindici anni di impegno su questo fronte è diventato un volume dal titolo La clinica e il web, pubblicato in questi giorni dall’editore Franco Angeli.

L’esperienza condotta alla Scuola di psicologia relazionale e il volume che la descrive sono stati presentati questa mattina da Gianmarco Manfrida, psichiatra e direttore del CSAPR, con le psicologhe e psicoterapeute Valentina Albertini ed Erica Eisenberg. Insieme hanno lavorato alla pubblicazione che mette in evidenza la sfida innovativa del confronto quotidiano tra la pratica clinica e l’utilizzo delle tecnologie digitali di comunicazione.

“Lavoriamo dal 2006 su questo tipo di relazione seguendo l’evoluzione degli strumenti di comunicazione e i bisogni dei pazienti che ci raccontano la loro quotidianità. A Prato ad esempio, dove negli ultimi vent’anni è aumentata la precarietà e quindi l’ansia, è uno strumento in più per integrare la relazione”, spiega Manfrida.

“È un modo per esserci sempre, anche se i confini di tempo e spazio si allargano ben oltre la terapia tradizionale”, aggiunge Erica Eisenberg, mentre Valentina Albertini sottolinea come i livelli di lettura del volume possano essere molteplici, “dal confronto con colleghi esperti, al primo approccio degli studenti, ad una interessante lettura anche per chi non si occupa di psicoterapia”.

Messaggi ed e-mail, emoticon e videochiamate, foto e app sono prese accuratamente in esame sia per l’utilizzo che ne fanno i pazienti che per l’uso dei terapeuti. Nel volume si illustra il singolare alfabeto emozionale dei messaggi e c’è spazio per spiegare come i contenuti del cellulare del paziente con Facebook e Instagram hanno a buon diritto un ruolo durante la seduta. Alla scuola di Prato del resto si lavora da anni su questi aspetti terapeutici: nel 2010 Manfrida, da assoluto pioniere, ha spiegato le modalità di utilizzo degli SMS in psicoterapia dedicando al tema un volume specifico.

Di assoluto interesse il fatto che il volume esca proprio nel post emergenza Covid, in una fase che vede un’accelerazione nell’uso delle risorse comunicative digitali anche nelle relazioni psicoterapeutiche. Le bozze del volume, del resto, sono state corrette in pieno lockdown. “Tutti i colleghi che conosciamo hanno chiuso i loro studi e lavorano solo on line – afferma Gianmarco Manfrida nel post-scriptum che chiude l’introduzione del volume – si verifica in pochi giorni la conversione improvvisa di migliaia di terapeuti sul territorio nazionale a nuove modalità operative e ciò avrà conseguenze sulla futura pratica e fruizione sociale della psicoterapia. Non tutti i pazienti accettano la sostituzione di una seduta in presenza con una videochiamata, tuttavia è ormai chiaro che gli psicoterapeuti non potranno in futuro prescindere dal ricorso a risorse online. A questa sfida siamo orgogliosi di partecipare”.

Se l’emergenza Covid ha accelerato l’utilizzo della terapia on line fino a tempi recenti questa ha conosciuto molte resistenze da parte di studiosi e terapeuti. “Il libro di Manfrida e dei suoi colleghi è una piccola preziosa enciclopedia che contiene tutto quello che vorreste sapere su come è mutato il modo di fare terapia familiare, e più in generale sulla clinica e il web scrive nella prefazione Donata Francescato, impegnata da tempo sul fronte della sfida tecnologica in psicoterapia – Gli autori di questo libro aspirano a documentare come sia possibile integrare le forme tecnologiche di comunicazione con la clinica tradizionale. Coraggiosamente gli autori si espongono anche a possibili critiche ma offrono a studenti, colleghi e pazienti un dono prezioso, particolarmente utile per coloro che vorrebbero usare questi nuovi strumenti”.

Redazione Nove da Firenze