Protezione civile: la Toscana ha una nuova legge

Si rafforzano il ruolo delle Province e quello del volontariato. Sarà istituito un "Tavolo dei rapporti istituzionali"


Firenze – Approvata all'unanimità la legge che ridefinisce l'assetto organizzativo toscano della Protezione civile, in coerenza con le previsioni del nuovo Codice nazionale e con le competenze di cui si è dotata la Regione con la legge regionale 22 del 2015 (riordino delle funzioni provinciali). Centrale la semplificazione delle procedure, mentre si rafforzano il ruolo delle Province e quello del volontariato, in un sistema che si definisce sia dal punto di vista terrioriale che funzionale.

La legge è stata illustrata in aula dal presidente della commissione Ambiente, Stefano Baccelli (Pd), che ha ripercorso la 'storia' del testo presentato dalla Giunta una prima volta nel 2018 e poi ritirato in attesa del nuovo Codice nazionale. A proposito del nuovo assetto il consigliere ha parlato di "maggiore efficacia" ma anche di "rivalutazione e semplificazione dell'azione della Regione".
L'attività di protezione civile è individuata come coordinamento ai diversi livelli territoriali, con la nuova distinzione tra responsabilità di indirizzo politico (presidente del Consiglio dei ministri, presidente della Giunta regionale, sindaco e sindaco metropolitano) e azione amministrativa, tecnico e operativa diretta (Dipartimento della protezione civile, uffici regionali, dei comuni etc). Baccelli ha indicato anche la "svolta in positivo" nella strategia che supera condizione di "emergenza" della Protezione civile.
Nel nuovo assetto è fondamentale la pianificazione, anche regionale, che comprende tutte le attività di previsione, prevenzione, gestione e superamento delle emergenze. In questa prospettiva si attribuisce al Consiglio regionale l'individuazione del livello operativo e di funzione denominato "ambito territoriale e organizzativo ottimale", che prevede l'aggregazione di più comuni sulla base della pianificazione per l'esercizio delle attività di protezione civile e di cui costituisce, in pratica, l'articolazione di base.
Alle Province si riconoscono, sotto gli indirizzi definiti dalla Regione, "attività di sensibilizzazione e diffusione della conoscenza e della cultura della protezione civile" e l'approvazione del piano provinciale e del piano di ambito."Si riconosce - ha precisato Baccelli - il ruolo della sala operativa e si sancisce il coordinamento a livello provinciale dell'utilizzo del volontariato organizzato". Tra le novità anche la considerazione del volontariato cosiddetto 'occasionale', che opera comunque secondo le indicazioni impartite dalle istituzioni, eslusivamente nell'ambito personale, familiare o di prossimità.
Di nuova previsione anche il Tavolo dei rapporti istituzionali, composto da rappresentanti delle prefetture nonchè delle strutture operative statali, regionali e locali. Tra le strutture regionali è inglobata la colonna mobile regionale. Le legge è stata oggetto di consultazioni con il mondo istituzionale, del volontariato e anche dei coordinamenti delle professioni tecniche. Apporti che hanno permesso di "migliorare ulteriorimente questa già ottima proposta", ha chiosato Baccelli, con riferimento anche al ruolo di collegi e ordini professionali.
Tommaso Fattori (Sì - Toscana a sinistra) ha espresso apprezzamento per l'impianto e perchè "si ripristina le competenze delle Province". Ha comunque richiamato un tema "che spesso resta sullo sfondo: il volontariato troppo spesso è una forma di lavoro camuffato e senza diritti"

Redazione Nove da Firenze