Pronto soccorso: la diagnosi politica delle cause del disservizio

Interrogazione di Donzelli in Consiglio regionale: "Situazione da Far West, riorganizzazione è fallimento totale". Cgil: la situazione non imputabile solo a medici famiglia e guardie mediche. Saccardi scrive ai direttori di Asl e Aoup. A un anno dall'avvio della riforma del Servizio sanitario regionale la Regione vara le Reti cliniche tempo dipendenti


FIRENZE- "La Regione e la Asl intervengano urgentemente per risolvere in maniera strutturale la situazione al pronto soccorso dell'ospedale San Giuseppe di Empoli, ormai da alcune settimane quotidianamente al collasso e inadeguato a rispondere a tutte le richieste dei pazienti. La riorganizzazione voluta dall'azienda sanitaria fa acqua da tutte le parti: chiediamo che sulla vicenda si faccia piena luce e che i responsabili siano chiamati a risponderne". E' quanto afferma il dirigente empolese di Fratelli d'Italia Federico Pavese, insieme al capogruppo del partito in Toscana Giovanni Donzelli, che sulla questione annuncia un'interrogazione in Consiglio regionale, mirata ad approfondire le cause dei disservizi e chiedere provvedimenti immediati. "E' inaccettabile che il pronto soccorso si sia trasformato in un vero e proprio Far West - aggiungono Pavese e Donzelli - con disagi che come raccontano le cronache di questi giorni i cittadini hanno pagato a caro prezzo. La decisione di assumere sette nuovi infermieri, nessuno dei quali entrerà in servizio prima di una decina di giorni, non può bastare a tamponare una ferita così profonda. Neanche le festività natalizie e il picco influenzale possono giustificare una situazione da vero e proprio Far West come quella che si è verificata in questi giorni. Mantenere una struttura in queste condizioni è una vera e propria vergogna in quello che la sinistra definisce 'l'eccellenza del sistema toscano' - concludono gli esponenti di Fratelli d'Italia - ci mettiamo a disposizione da subito per collaborare coi sindacati che hanno denunciato il problema e che sono interessati a risolvere i problemi dei cittadini".

La situazione esplosiva che sta vivendo il pronto soccorso dell'Ospedale S. Giuseppe di Empoli, ma che in generale interessa tutti i pronto soccorso della USL Toscana Centro, è figlia di molte cause e non può essere certo imputabile soltanto ai medici di famiglia e alle guardie mediche. E' il parere della CGIL Funzione Pubblica USL Toscana Centro, che affida a un documento la propria diagnosi: “E' però altrettanto innegabile che in questi ultimi due anni il flusso dei pazienti che si presentano spontaneamente è costantemente aumentato, come il numero degli accessi in generale, sintomo che qualcosa a livello territoriale non sta funzionando e questo non succede solamente quando si verificano i prevedibili picchi influenzali, ma durante tutto l'anno. La mancata attivazione degli ambulatori di continuità assistenziale aperti sulle 12 ore per 7 giorni alla settimana, da anni promessi e mai attivati, come il mancato avvio dei progetti di medicina d'iniziativa, ideati per assistere e monitorare lo stato di salute degli utenti con patologie croniche, che non a caso hanno registrato un aumento di ricadute e ricoveri ospedalieri, associati ad altre cause come l'assenza di un filtro da parte del 118 dei pazienti raggiunti da auto medica, tutti portati nei pronto soccorso a prescindere, l'inesistente organizzazione interna al presidio ospedaliero nella gestione dei posti letto, le scarse dotazioni organiche del personale sanitario sono tutte concause di questo disservizio”.

Una lettera a tutti i direttori generali e sanitari delle aziende sanitarie territoriali e di quelle universitarie per invitarli a "porre la massima attenzione alla situazione dei Pronto soccorso, utilizzando ogni strumento utile a diminuire il disagio delle persone che vi accedono e del personale che ci lavora: dunque rafforzamento dei numeri del personale medico-infermieristico addetti al Pronto soccorso, anche in via straordinaria e temporanea, e reperimento straordinario di posti letto a supporto dei Pronto soccorso aumentando i letti nelle osservazioni brevi e nei reparti di medicina interna. Si invitano inoltre i direttori a favorire il potenziamento delle risposte anche attraverso le case di cura o le strutture intermedie per facilitare le dimissioni. Infine si chiede alle direzioni di organizzare i reparti ospedalieri per consentire le dimissioni dei pazienti anche nei giorni festivi e prefestivi". L'ha inviata l'assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi chiedendo di intervenire "per far fronte ai picchi di accessi che si stanno verificando in questi giorni, diminuendo tempi di attesa e disagi per i cittadini". La Toscana si trova infatti a fronteggiare una situazione straordinaria e imprevedibile. "Dobbiamo fare i conti con un picco influenzale straordinario con accessi ai Pronto soccorso aumentati anche dalla legittima preoccupazione destata dai recenti casi di meningite – spiega Saccardi - e da presenze di personale medico e sanitario sotto la media per il periodo ancora legato alle festività; non ci sono assolutamente problemi di carenze strutturali". L'assessore coglie l'occasione per ringraziare il personale sanitario che in questi giorni sta fronteggiando con competenza e senso di responsabilità il particolare periodo di pressione e tutti coloro che hanno deciso di interrompere il proprio legittimo periodo di vacanza per dare una mano a tanti colleghi e al sistema sanitario.

A un anno dall'avvio della riforma del Servizio sanitario regionale, torna l'appuntamento con "SanitàdiTutt!", la giornata di partecipazione rivolta a operatori della sanità, amministratori locali, cittadini, per fare il punto sui risultati e delineare gli impegni futuri. La prima edizione dell'incontro si tenne a Spazio Reale il 7 novembre del 2015. Questa seconda edizione è fissata per sabato 28 gennaio 2017, dalle 9.30 alle 17.30, sempre a Spazio Reale, via San Donnino 4/6, Campi Bisenzio. Per partecipare alla giornata è obbligatorio iscriversi, compilando l'apposito form e scegliendo il tavolo a cui si vuole partecipare. All'incontro potranno partecipare fino a un massimo di 500 persone.

Per ictus, infarti, grandi traumi, il tempo è un fattore fondamentale, e intervenire in tempi brevi può essere determinante per salvare la vita dei pazienti e scongiurare gravi conseguenze. Per questo la Regione ha lavorato alla realizzazione delle Reti cliniche tempo dipendenti, che ha varato con due delibere presentate dall'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi e approvata dalla giunta nel corso dell'ultima seduta. Le Reti cliniche, presenti da tempo nei paesi anglosassoni, sono un modello innovativo che sviluppa una collaborazione "governata" tra azienda territoriale e azienda ospedaliera, in particolare per i percorsi tempo dipendenti, per i quali la massima sincronizzazione degli interventi rappresenta un fattore chiave. Per definire questo modello, in questi mesi hanno lavorato gruppi tecnici composti da professionisti del Servizio sanitario regionale sotto la regìa dell'assessorato: dal loro lavoro sono scaturiti documenti tecnici con le indicazioni. Obiettivi delle Reti cliniche:

- migliorare la qualità e la sicurezza di quell'ambito di cure, offrendo la possibilità di risposte più qualificate, sia ai pazienti che agli stessi professionisti, e performance di più alto livello rispetto all'organizzazione preesistente;
- migliorare l'equità, dal momento che attraverso le reti cliniche i cittadini potranno più agevolmente accedere a cure che per i loro costi tecnologici ed infrastrutturali, non potrebbero essere disponibili in tutti i contesti locali;
- ridurre gli sprechi, migliorando il rapporto costo/efficacia nell'uso delle risorse.

Le Reti regionali tempo dipendenti si articolano in un livello regionale e in sottoreti organizzative di Area vasta. Le tre Reti tempo dipendenti Ictus, Infarto, Grande trauma ridisegnano l'offerta per queste gravi patologie, assicurando risposte omogenee con un'unica regìa regionale. Il modello organizzativo prevede che gli ospedali siano differenziati, all'interno dei percorsi di emergenza urgenza, in ospedali sede di Dea (Dipartimento emergenza accettazione) di II livello, ospedali sede di Dea di I livello e sede di Pronto soccorso. La Rete ictus è già stata sperimentata con buoni risultati negli ospedali della Asl Toscana centro e a Careggi.

Rete Ictus

L'ictus cerebrale rappresenta la principale causa di disabilità permanente nell'adulto/anziano, la seconda causa di demenza e la terza causa di morte nella popolazione, con enormi costi sanitari e sociali. In Toscana i casi di ictus sono circa 10.000 l'anno. La Rete tempo dipendente Ictus è costituita sulla base delle tre grandi Asl (nord ovest, centro, sud est) e le tre aziende ospedaliere di riferimento (Aou Careggi, Aou Pisana e Aou Senese).

Rete infarto

E' formata dall'insieme delle strutture della rete dell'emergenza-urgenza, dalle strutture ospedaliere e territoriali e di riabilitazione, per assicurare standard clinico-assistenziali omogenei, ridurre la mortalità e gli esiti permanenti dell'evento acuto. La rete ha lo scopo di garantire a tutti i pazienti con infarto miocardico acuto pari opportunità di accesso alle procedure salvavita.

Rete trauma

L'assistenza al trauma è costituita da una rete di strutture ospedaliere classificate e funzionalmente collegate, sulla base delle risorse e delle competenze disponibili in presidi di pronto soccorso per traumi, centri traumi di zona, centri traumi di alta specializzazione.

Redazione Nove da Firenze