Rubrica — Fiorentina

Primo passo: ritrovare compattezza

Immagine concessa da violachannel.tv

Oggi non può contare il risultato. La Fiorentina era obbligata a ritrovare alcune certezze che aveva perso durante questo lungo cammino


Stagione non eccelsa quella con cui stanno confrontandosi i gigliati, ma nel match delle 15 contro il Bologna abbiamo potuto constatare piccoli cambiamenti. Minuzie che hanno dato compattezza ai reparti. Difatti la Fiorentina era corta, stretta e concedeva poca profondità alle giocate dei rossoblu.

Inoltre vi è stata una ricerca del fraseggio e della costruzione di trame offensive propositiva, migliore. Certamente Montella non ha voluto stravolgere troppo le situazioni, cercando soprattutto l’intesa psicologica tra i calciatori di cui dispone. Intesa raggiunta a tratti, ma pur sempre palesatasi.

Comunque ancora qualcosa manca, perché l’attacco non è cinico anche se tecnico e libero nelle iniziative. “Da lì in avanti il calcio si gioca con la testa” disse Cruijff al suo Barcellona. Questo concetto lo possiamo ritrovare sia per quanto riguarda il trio fenomenale Neymar-Messi-Suarez che, più recente, Salah-Firmino-Mané. Entrambi terzetti offensivi elettrici che trattavano e trattano la palla come un’amante, ma per accompagnarla verso la rete.

Ecco cosa manca al nostro attacco: lasciar andare le inibizioni.

Intanto i viola hanno ritrovato compattezza. Adesso dovranno essere chiari e scartare altri pesi che li mantengono lontani dal salto qualitativo interiore, del quale, per ora, abbiamo soltanto ascoltato storie.

Fiorentina — rubrica a cura di Manuel Cordero

Manuel Cordero

Manuel Cordero — Nato a Firenze nel 1995, è appassionato di giornalismo, di calcio e tifoso

E-mail: fiorentina@nove.firenze.it