Primarie Pd il 3 marzo in tutta la Toscana

Domenica si vota dalle 8.00 alle 20.00 per il segretario e assemblea nazionale, candidati Martina, Zingaretti e Giachetti. Cenni-Di Giorgi “Con Zingaretti da percorsi diversi per fare partito unito”


Domenica 3 marzo si svolgeranno le primarie per l’elezione del segretario e dell’assemblea nazionale del Partito democratico. Si vota dalle 8.00 alle 20.00. Saranno seicento i volontari che permetteranno le operazioni di voto. I candidati alla segreteria nazionale sono Maurizio Martina, Nicola Zingaretti e Roberto Giachetti.

Possono partecipare al voto tutte le elettrici e gli elettori che “dichiarino di riconoscersi nella proposta politica del Partito Democratico, di sostenerlo alle elezioni, e che accettino di essere registrate nell’albo pubblico delle elettrici e degli elettori. Possono votare elettori fuori sede (studenti, lavoratori ed elettori che si troveranno fuori dalla loro regione di residenza il 3 marzo e vorranno partecipare alle primarie); giovani (i giovani tra i 16 anni compiuti entro la data del 3 marzo 2019 e i 18 anni); cittadini Ue e di altri paesi (i cittadini comunitari non italiani ed extra comunitari con regolare permesso di soggiorno) a patto che si siano iscritti on line entro il 25 febbraio. Ogni elettrice ed elettore, per poter esprimere il proprio voto, è tenuto a esibire il proprio documento di riconoscimento e la propria tessera elettorale e a devolvere un contributo di due euro destinato direttamente al territorio. Gli iscritti al Partito democratico, in regola con il tesseramento, non sono tenuti al versamento del contributo di due euro, e sono automaticamente iscritti all’albo delle elettrici e degli elettori. L’elettrice/elettore esprime il suo voto tracciando un unico segno su una delle liste di candidati all’Assemblea nazionale.

"Ho accolto con orgoglio la richiesta di Nicola Zingaretti di candidarmi come capolista nel collegio di Firenze. Sono convinto che le idee di Nicola siano la strada migliore per ricostruire insieme il futuro del nostro partito e del centrosinistra, e quindi del nostro Paese" dichiara Federico Gelli.

Sempre Avanti sulla strada del riformismo e del progetto politico intrapreso in questi anni. Un esercito di 71 persone, in ogni provincia, ha scelto di metterci la faccia per sostenere la corsa di Roberto Giachetti e Anna Ascani . “Siamo la componente più entusiasmante del congresso - dice Lorenzo Tinagli, coordinatore regionale per Giachetti segretario Pd -. Grazie alla nostra presenza e attorno alle figure di Giachetti e Ascani il popolo democratico ha ritrovato un entusiasmo che altrimenti non ci sarebbe stato. Questo congresso si tiene in tempi che appaiono essere senza vergogna, in cui assistiamo a gesti gravissimi come quello delle manette. Un gesto che non è stupido ma pericoloso, che ha chiari riferimenti al fascismo. In altri momenti chi li ha fatti si sarebbe dimesso, ma non mi sorprende, essendo lo stesso che aveva augurato l’impiccagione a Matteo Renzi”. È Gianni Anselmi, consigliere regionale e presidente della Commissione sviluppo economico, a spiegare perché solo il riformismo, incarnato in questo congresso dalla mozione di Roberto Giachetti, è l’argine al populismo a cui stiamo assistendo. “Ho iniziato a fare politica negli anni ‘90 con i Ds – ha detto Anselmi – con ciò che all'epoca voleva una sinistra riformista, oggi vedo nella mozione Giachetti lo spazio giusto per dare forza e presenza, nell’ambizione riformista del Partito Democratico, ad un’opzione culturale nitidamente liberalsocialista. C’è in questo una coerenza sostenuta dalla pervicace volontà di andare avanti con il percorso del riformismo. Oggi, più di ieri, la sinistra deve pensare, costruire ed essere anche il riformismo sovranazionale e non più solo su base domestica. Si può essere riformisti solo senza opacità passatiste,abiure né tentazioni penitenziali. Politica si fa con i sentimenti, non con i pentimenti meno che mai con i risentimenti”. Se la scelta di Anselmi è netta e guarda verso il futuro, senza rinnegare il passato, Marco Simiani, membro della Segreteria regionale del Pd, traccia la piattaforma su cui tutti i candidati all’assemblea nazionale si sono ritrovati: “noi crediamo nello sviluppo sostenibile e nella crescita economica. L’obiettivo principale che ci poniamo è riunire tutti i riformismi creando nel Pd la casa comune dei riformisti”.

"Solo la sua proposta può portarci oltre le divisioni. Proveniamo da tradizioni diverse, abbiano militato in collocazioni diverse nelle precedenti primarie, la nostra storia e i nostri vissuti politici sono diversi - una donna da sempre della sinistra Pd, una donna cattolica con una forte impronta riformista- ma oggi entrambe riteniamo convintamente che la proposta politica che si incarna intorno alla candidatura di Nicola Zingaretti sia la strada giusta per ricostruire un terreno comune per generare una prospettiva inclusiva, aperta ed unitaria". Lo dichiarano le parlamentari toscane del Pd Rosa Maria Di Giorgi e Susanna Cenni "La costruzione del lavoro di questi mesi, i luoghi aperti di ascolto e di coinvolgimento di iscritti, ma anche di un mondo che si era allontanato da noi, un nuovo protagonismo femminile, un modello economico altro, capace di investire innanzitutto sulla sostenibilità ambientale e sociale, ed un partito, davvero democratico, in cui nessuno debba sentirsi ospite, sono alcune delle ragioni che oggi ci vedono insieme ed impegnate in questa bella ed entusiasmante esperienza di buona politica", aggiungono Di Giorgi e Cenni. "Nel recente passato sono spesso mancati leader e condizioni capaci di far sentire tutti a casa propria, di saper ascoltare e dare cittadinanza alle varie posizioni, non mortificando la discussione nella convinzione che tutto si aggiusti da sé. Come se le ragioni di uno e la rapidità fossero l'unica chiave per affrontare la complessità dei nostri tempi. La politica è un lavoro di cesello e Zingaretti, con la sua tenacia, la sua capacità di governo, la sua lungimiranza, sta dimostrando di aver capito la lezione dell'unità: cercarla e praticarla chiede che ognuno paghi un pezzo alle ragioni dell'altro, magari fa perdere un po' più di tempo, ma poi ripaga questo sforzo con gli interessi", concludono le due parlamentari.

Redazione Nove da Firenze