Prato: mafia cinese e riciclaggio

Fratelli d'Italia e Prato Libera e Sicura ne discutono in Sala consiliare, con il segretario dell'Antimafia On. Wanda Ferro. Controlli ieri in esercizio alimentare: sequestrato pesce drago e manufatti d'avorio


Un'industria tessile rasa al suolo, l'agricoltura conquistata. Passaggi di denaro per aggirare lo Stato e commercio parallelo, fra illegalità e criminalità. Come opera la mafia cinese? Dov'è radicata? Di cosa si occupa? Quali azioni compie? "Mafia cinese e riciclaggio" è il titolo dell'iniziativa che Prato libera e sicura e Fratelli d'Italia Prato organizzano per lunedì 10 dicembre alle ore 21 nella Sala consiliare del Comune di Prato: una serata per discuterne e proporre soluzioni. Nell'occasione sarà presentato, alla presenza dell'autore, "La triade italiana. Come la mafia cinese sta conquistando l'Italia", il nuovo libro del giornalista Giorgio Sturlese Tosi. Interverranno il segretario della commissione parlamentare Antimafia On. Wanda Ferro, il deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli, il capogruppo in Consiglio comunale di "Prato libera e sicura" Aldo Milone, il portavoce provinciale Gianni Cenni e il dirigente nazionale di Fratelli d'Italia Cosimo Zecchi.

Solo ieri gruppo multiforze organizzato dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale (NIPAAF) del Gruppo Carabinieri Forestale di Prato, ma composto da unità in forza a quattro reparti distinti, ha messo al setaccio un esercizio alimentare con proprietari cinesi operante nella città. Oltre 10 unità in forza al Nucleo investigativo NIPAAF, al Reparto Carabinieri per la Tutela Agroalimentare, al Nucleo Ispettorato del Lavoro e al Distaccamento Carabinieri CITES di Firenze, assieme a unità civili dell’INAIL, con l’ausilio di un interprete, hanno eseguito un controllo multiforze presso una ditta operante nel settore del commercio al dettaglio e all’ingrosso di bevande e di prodotti alimentari. Il controllo eseguito dai reparti operanti ha riguardato la gestione dei rifiuti, l’uso di shoppers, la presenza di lavoratori irregolari, la regolarità dei prodotti posti in vendita, il rispetto della normativa in materia di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro, il rispetto della Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione. I Carabinieri Forestali del Distaccamento CITES hanno denunciato il titolare del negozio, di nazionalità cinese ma residente a Prato per la detenzione di esemplari tutelati dalla Convenzione Internazionale CITES di Washington, senza però poter esibire la documentazione necessaria a comprovarne la provenienza lecita ai sensi della L. 150 del 1992. Un animale vivo è stato sottoposto a sequestro penale. Si tratta di un pesce drago o arowana asiatico (Scleropages Formosus) appartenente ad una costosa specie d’acqua dolce originaria del sud-est asiatico i cui esemplari possono raggiungere, in natura, anche 90 cm di lunghezza ed un prezzo tale da richiederne la scorta armata durante le competizioni internazionali; molto ricercato tra gli acquariofili, tanto che la giornalista Emily Voigt lo definì il "pesce più ambito del mondo" nel dedicargli il libro The dragon behind the glass: a true story of power, obsession and the world's most coveted fish. Sono stati posti sotto sequestro anche cinque pregevoli manufatti di foggia e dimensioni varie realizzati in avorio d’elefante. Anch’essi di valore, in considerazione della pregevole fattura e dell’accurata lavorazione manuale. Il titolare è stato denunciato a piede libero anche dai militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro per aver installato un impianto di videosorveglianza ritraente luoghi di svolgimento di attività lavorativa senza avere l’autorizzazione del competente Ispettorato Territoriale del Lavoro, come da L. 300/1970. Al medesimo sono state inoltre comminate sanzioni amministrative per violazioni in materia di lavoro e ammende per oltre 2.200 euro complessivi. Il personale del Reparto Agroalimentare ha sottoposto a verifica, in particolare, alcune partite di vino e la relativa documentazione contabile, sulla quale sono in corso ulteriori accertamenti.

Redazione Nove da Firenze