Poste in chiusura: nuovo scontro su uffici periferici

C'era stato il dietrofront dopo le richieste trasversali di rivedere il piano di smobilitazione


Poste Italiane ha appena potenziato i sistemi informatici dotandosi di un nuovo Sito internet e spingendo sull'acceleratore per quanto riguarda i pagamenti online. L'Azienda punta sul web, lo ha detto in tutti i modi e con varie modalità informative: conti in rete e carte prepagate con ricarica su internet.
Gli Uffici territoriali sono il passato. 

Nove da Firenze ha raccontato in uno Speciale l'evoluzione del sistema postale in Toscana. Le alternative ci sono, con prezzi concorrenziali e servizi ibridi, ma l'arrocco per difendere il fortino non cessa e rilancia l'invito a mantenere aperti tutti i presidi disponibili.

Scatta nuovamente l'allarme nelle periferie e nei centri minori. "Colpa delle elezioni" se tutto si era arenato. E adesso, dopo le elezioni ripartono i picchetti?

"Solo 6 uffici su 65 escono dalla lista nera: passate le elezioni, Poste Spa ripresenta il piano di chiusure in Toscana che penalizza comunità locali e lavoratori. Confidiamo che la politica dimostri ancora interesse” le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil delle Poste, ora come allora, reputano che chiudere 59 uffici e ridurre l’orario di apertura in altri 38 sia un danno per la cittadinanza, che vede "cancellare servizi proprio nelle località più disagiate e per i lavoratori, che vedono ridursi ulteriormente i livelli occupazionali".

 Si salveranno gli uffici di Settignano e Contea in provincia di Firenze, Pieve di Compito in Lucchesia, San Baronto in provincia di Pistoia, Monti in provincia di Siena e Ponte Ginori in provincia di Pisa. Per gli altri 59 confermata la chiusura.

"Confidiamo ancora nell’interesse della politica, pertanto ci rivolgeremo all’Anci, all’Uncem e alla Regione Toscana per riaprire un tavolo di confronto visto il pessimo risultato ottenuto fino ad ora" concludono le sigle sindacali.

Redazione Nove da Firenze