Porto commissariato a Livorno

Confcommercio-Conftrasporto interviene sugli effetti dell'inchiesta


E' di dominio pubblico l'inchiesta sulle concessioni di alcune banchine del porto di Livorno, uno dei temi più delicati nei porti, e che dunque rischia di avere pesanti ripercussioni. Intanto sono stati interdetti i due indagati, il presidente dell'Autorità portuale di Livorno Stefano Corsini e il segretario, per disposizione del gip su richiesta della procura, accusati di abuso d'ufficio. 

“L’inchiesta che si è abbattuta sul porto di Livorno, al di là degli aspetti penali di competenza dell’autorità giudiziaria, è l’ennesima conferma che il sistema delle concessioni nei porti va assolutamente rivisto”. Così il vicepresidente di Conftrasporto-Confcommercio Paolo Uggè, che sottolinea come la Confederazione dei trasporti avesse già denunciato le distorsioni del sistema concessorio nel Forum Internazionale dei Trasporti, a Cernobbio, un problema ribadito anche nel corso di un recente incontro tra i vertici della Confederazione e il ministro Toninelli. “È inconcepibile - afferma Uggè - che a distanza di 25 anni non sia stato ancora emanato il relativo regolamento previsto dalla legge. Attualmente ogni porto fa ‘Stato’ a sé, con regole diverse sulla durata delle concessioni, con canoni che variano da realtà a realtà, operando spesso in mancanza di trasparenza e reale apertura al mercato. Occorre una regolamentazione seria e omogenea su scala nazionale”. “Ribadiamo la proposta lanciata a suo tempo da Conftrasporto, che aveva denunciato il rischio di situazioni come quella emersa a Livorno - prosegue Uggè - In sostanza, chiediamo che il ministro dei Trasporti affidi alla autorità di regolazione del settore la supervisione e la regolamentazione delle concessioni demaniali portuali rendendole omogenee e vigilando sul rispetto dei piani d’impresa, degli investimenti, dei livelli occupazionali, e impedendo il ‘mercato delle concessioni’, che è vietato dalla legge”.

Redazione Nove da Firenze