​Ponte Vespucci, sopralluogo al cantiere in Arno: nuova chiusura

Al via la fase più delicata dell’intervento


Entrano nella fase più delicata i lavori di messa in sicurezza del Ponte Vespucci. Stamani il sindaco Dario Nardella insieme all’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti e ai tecnici ha fatto un sopralluogo al cantiere che interessa il ponte e che si sviluppa in particolar modo sull’alveo del fiume.

“Oggi comincia una fase molto delicata e complessa dell’intervento – ha dichiarato il sindaco Nardella – si tratta di una operazione quasi chirurgica che serve a stabilizzare il fondo del fiume dove poggia la pila e che viene effettuata con l’utilizzo di macchinari all’avanguardia”. Proprio per la complessità da domani il ponte sarà chiuso per ragioni di sicurezza anche al passaggio pedonale.

“Siamo nel clou dei lavori di consolidamento e messa in sicurezza – ha sottolineato il sindaco –: la prima fase dura circa 30 giorni e sulla base dell’andamento e dell’esito di questo intervento, che viene monitorato passo passo, valuteremo la possibilità di riaprire il ponte. Nel frattempo con l’assessore Giorgetti valuteremo le soluzione alternative per favorire la viabilità”.

Il sindaco ha ricordato che si tratta di lavori indispensabili per garantire la sicurezza e l’incolumità delle persone: “Abbiamo investito un milione e mezzo di euro in questo intervento che è stato deciso e progettato prima della tragedia di Genova. Per questo è stato possibile programmare l’intervento e non dover chiudere in via emergenziale il ponte al transito come è successo per almeno una decina di strutture in Italia”.

Dal punto di vista tecnico gli interventi effettuati fino ad oggi hanno riguardato la riprofilatura dell’alveo in corrispondenza della spalla sinistra, la realizzazione della pista e dell’allestimento del cantiere. La piena dell’inizio febbraio ha portato via parte della scogliera già fatta e quindi è stato necessario effettuare il suo ripristino. I lavori successivi sono articolati in tre fasi: la prima scatta da domani e consiste nelle perforazioni del terreno con delle canne valvolate suborizzontali che a partire dalla sponda sinistra entreranno nel terreno di fondazione e arriveranno in prossimità della palificata ed inietteranno malta cementizia all'interno dello strato di ghiaia in cui sono infissi i pali. Questo strato di terreno è stato oggetto di erosione tanto che i pali, un tempo all’interno, sono scoperti e quindi soggetti a fenomeni di deterioramento.

Dopo questa prima fase, della durata di circa 30 giorni, scatterà la seconda che prevede la posa in opera di materiale (ghiaia-pietrisco) intorno alla palificata esistente e il suo successivo consolidamento, sempre con malte cementizie (tempo di lavoro stimato 30 giorni). Infine sarà effettuato un getto di calcestruzzo alleggerito sotto il cassone esistente per riempire il volume vuoto presente fra i pali, oggi esposto alla corrente del fiume.

Redazione Nove da Firenze