Plures: il bilancio sparito e i 58 milioni mancanti

L'Enigma IFRS 18 e il silenzio dei revisori dei conti

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
01 Giugno 2026 19:50
Plures: il bilancio sparito e i 58 milioni mancanti

Esiste un confine, sottile ma invalicabile, tra la promozione aziendale e la trasparenza istituzionale. Quando si parla di gestione di servizi pubblici essenziali, questo confine è tracciato dai documenti contabili: l'unico strumento che permette ai cittadini di verificare la reale salute di un'azienda. Il "caso Plures" solleva un interrogativo inquietante: perché un bilancio già approvato, presentato trionfalmente e —dettaglio non trascurabile— già certificato da PwC, dovrebbe svanire nel nulla? Questa non è ordinaria amministrazione: è opacità istituzionale.

Plures ha diffuso oggi una nota stampa per annunciare l'approvazione del nuovo bilancio 2025. Questo documento dovrebbe sostituire quello ritirato improvvisamente lo scorso aprile. Tuttavia, un'azienda pubblica non può trattare la propria rendicontazione come se fosse una campagna di comunicazione o un post sui social. Sostituire un atto ufficiale già certificato con un comunicato promozionale firmato dall'AD e dal Presidente è un'operazione che mina le basi stesse dell'accountability.

"Un'azienda pubblica si valuta sui documenti, non sui comunicati" commenta Djmitri Palagi, consigliere comunale di Sinistra.

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Senza i documenti originali messi a confronto con quelli nuovi, il racconto dell'azienda rimane una narrazione unilaterale, priva di quel contrappeso critico necessario quando si maneggiano i soldi dei contribuenti.

Al centro di questo enigma contabile si staglia una cifra che toglie il sonno a chiunque abbia a cuore la gestione della cosa pubblica. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, il ritiro del bilancio precedente sarebbe stato causato da un "errore non verificato" di circa 58 milioni di euro.

La mancanza di chiarezza su questa voragine rappresenta un segnale d'allarme. Senza il bilancio alla mano, è impossibile capire come questo presunto errore sia stato risolto, chi ne sia il responsabile e quali ripercussioni abbia avuto sulla stabilità economica di Plures. Il silenzio su questa cifra non è prudenza, è negazione del diritto all'informazione.

Un altro aspetto che sa di "magia contabile" riguarda l'applicazione dei principi finanziari. Plures ha dichiarato di aver utilizzato l'applicazione anticipata del principio IFRS 18. Questo principio è stato omologato dall'Unione Europea per il febbraio 2026, eppure viene già usato oggi per rielaborare un bilancio che si chiude al 31 dicembre 2025.

Perché questa fretta di proiettarsi nel futuro? Questa accelerazione crea una vera e propria cortina fumogena, rendendo i dati finanziari incomparabili con quelli degli anni passati. Più che un salto nella modernità, sembra un modo per rendere illeggibile la reale evoluzione della gestione aziendale.

Nonostante il Comune di Firenze sia il socio di maggioranza con il 36,8% del capitale, l'azienda si è opposta con fermezza alle richieste di "accesso civico generalizzato" (FOIA). Plures ha persino inviato un'istanza di opposizione all'ATO Toscana Centro, sostenendo che quei documenti "non si possono vedere".

Questo muro di gomma è inaccettabile, soprattutto perché la posta in gioco è altissima: Plures è direttamente coinvolta nel percorso che potrebbe portare all'affidamento del servizio idrico a una nuova società, subentrando a Publiacqua. Si sta decidendo il futuro dell'acqua dei cittadini nel segreto delle stanze della Giunta Funaro, che ha accesso ai documenti, mentre il Consiglio Comunale viene lasciato sistematicamente all'oscuro. È un cortocircuito democratico: chi deve controllare è privato degli strumenti per farlo.

La trasparenza non si fa con gli slogan, ma con gli atti. Ad oggi, mancano all'appello documenti vitali che non possono essere sostituiti da una slide colorata:

  • Il parere del collegio sindacale e dei revisori dei conti.
  • I bilanci completi, sia quello consolidato che quello separato (dove la holding gestisce i rifiuti e dove i problemi sono già documentati).
  • Le comunicazioni ufficiali inviate alle banche dopo la revoca dell'assemblea.

Senza queste carte, il dato tanto sbandierato di un rapporto PFN/EBITDA a 2,77x rimane un'affermazione autoreferenziale e priva di valore documentale.

La battaglia per la verità è solo all'inizio. Se il muro opposto da Plures e dalle istituzioni non dovesse crollare, l'unica via rimasta sarà il ricorso al TAR: un atto estremo per difendere il diritto dei cittadini di sapere come vengono gestiti i propri servizi essenziali.

La vicenda Plures ci pone di fronte a una domanda: quanto siamo disposti ad accettare che la gestione dei nostri beni comuni avvenga nell'ombra? In un sistema democratico sano, i fatti devono sempre precedere la propaganda. I vostri soldi vengono gestiti con oculatezza, o vengono nascosti dietro una rete di tecnicismi e segreti? La risposta, purtroppo, è ancora rinchiusa in un cassetto che qualcuno non vuole aprire.

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