Perché non si investe in Italia: il sistema giudiziario (una parentesi)

Un'altra lettura dell'inchiesta partita da Firenze


Mentre mi accingevo a condurvi, passo, passo, in un cammino volto a cercare di ricostruire le ragioni per cui non è più attraente investire in Italia, per dimostare come una di esse fosse il sistema distorto della nostra giustizia civile e penale, mi sono imbattuto nell'articolo de Il Garantista di cui trovate il link in fondo.

A riassumerlo non gli farei giustizia.

Per invogliarvi a leggerlo, sappiate che quest'uomo parla di golpe, invocando l'intervento del Capo dello Stato e lo fa sentendone l'esigenza di fronte ai recenti fatti di cronaca che hanno origine dalla nostra Città e i cui veri attori non sono i politici (presunti) corrotti, ma una parte della stessa magistratura inquirente, che evidentement, fatica ancora a "digerire" quel principio della separazione dei poteri, cardine di ogni democrazia a partire dalla Déclaration des droits de l'homme et du citoyen del 1789 e che, non a caso, trovavate in testa al precedente post di questa rubrica.

La mia intenzione è di procedere per piccoli passi, utilizzando, per quanto possibile, anche esempi concreti di cui ho avuto esperienza diretta, perché mi rendo conto che si tratta di superare l'opposta vulgata tramandataci storicamente da una certa sinistra e fatta propria dalla deriva qualunquista di una certa politica urlata sui social media e alimentata da frettolose condivisioni da parte di indignati “cittadini”, effettuate senza una benché minima verifica delle fonti.

Comprendo, però, chi ritiene che, oramai, non sia più tempo per colpi di fioretto (segue...)