Guerra al pesce avariato: Autorità marittima e Regione uniscono le forze

Siglato un protocollo d'intesa a tutela dei consumatori. Il contrammiraglio Tarzia: "A Prato negli ultimi sei mesi abbiamo sequestrato una tonnellata di pescato in ristoranti e punti vendita a gestione cinese"


(DIRE) Firenze, 13 nov. - La Regione Toscana e la direzione marittima consolidano il proprio impegno comune per la tutela dei consumatori che mangiano il pesce. Oggi il contrammiraglio Giuseppe Tarzia, capo della direzione marittima, e l'assessore al Diritto alla Salute, Stefania Saccardi, hanno siglato un protocollo di intesa per mettere in campo un piano di azione e una programmazione congiunta dei controlli sulle attività di pesca e di commercializzazione dei prodotti ittici.

Oltre a contemplare attività di ricerca ed elaborazione di dati, la collaborazione è tanto più utile in un territorio in cui non mancano episodi importanti di pesce avariato. E la riprova sta negli accertamenti condotti dalla direzione marittima nell'ultimo triennio.

Il caso più importante riguarda Prato. Ed è rilevante perché riguarda accertamenti condotti su numerosi locali. A raccontarlo è il contrammiraglio Tarzia: "Soltanto nell'ultimo semestre - afferma- nei ristoranti e nei punti vendita a gestione cinese sette accertamenti hanno portato al sequestro di circa 1 tonnellata di pescato e a 52 mila euro di sanzioni amministrative". 

A questo, chiarisce, "si aggiungono inadempimenti davvero gravi in termini di sicurezza alimentare come accertato dai tecnici del dipartimento di prevenzione dell'Asl competente e di inosservanza delle norme italiane e comunitarie sulla tutela della risorsa ittica e del consumatore finale".

Tarzia menziona altri due accertamenti di un certo rilievo nell'ultimo triennio. Il primo in ordine cronologico risale al 2016 quando un noto ristorante di Livorno è stato chiuso in via definitiva, perché il pesce era totalmente compromesso e nel tempo il locale non è riuscito a ripristinare quelle condizioni minime di igiene richieste. 

L'anno scorso, invece, sono state condotte molteplici verifiche al Calambrone, a Pisa, sulle attività stagionali, talvolta improvvisate, di vendita del pesce: "Anche in quel caso - rammenta - insieme ai tecnici dell'Usl disponemmo la chiusura di un ristorante". Fatti che per il numero uno della direzione marittima testimoniano "un'attività di controllo che vuole essere continuativa nel tempo e denotano come il rapporto con la Regione già esista. Abbiamo deciso di strutturarlo e di metterlo all'interno di un accordo quadro al quale faranno seguito accordi operativi che avranno il beneficio di uniformare modalità, tempi, esecuzioni dei controlli su tutto il territorio". 

Entusiasmo per il protocollo viene espresso dall'assessore al Diritto alla Salute, Stefania Saccardi: "Noi abbiamo servizi che fanno capo all'ambito veterinario che - spiega- con l'autorità marittima lavorano ogni giorno per reprimere le frodi e garantire la qualità dei prodotti e la correttezza dei percorsi. Il protocollo firmato oggi rafforza questa collaborazione". (Cap/ Dire)

Redazione Nove da Firenze