Passeggiate della sicurezza: dibattito sulle ronde a Firenze

Palazzo Vecchio dichiara di essere in contatto con le forze dell'ordine che monitorano la situazione


Le “passeggiate” di Casa Pound nel quartiere di San Jacopino destano preoccupazione. "Non chiamatele ronde" dicono gli organizzatori, ma la discussione che fino a ieri era solo sul termine, si sposta sui modi. 

L’amministrazione comunale, dopo i messaggi di preoccupazione giunti in piazza Signoria, fa sapere che è in stretto contatto con la Prefettura e le forze dell’ordine, che "stanno monitorando la situazione e che non consentiranno alcuna violazione della legge" .

Fino a qualche anno fa l'ipotesi di controlli sul territorio da parte di cittadini organizzati rimbalzava alle porte della dogana fiorentina, saltava fuori in aula la parola "ronde" ed il consiglio si scaldava ricordando gli anni 30 del '900. 

Qualcosa è cambiato? Sembra esserci meno rigetto culturale verso l' iniziativa e dunque la domanda volge sul "chi" e sul "come" sia da intendere il sistema e sul monitoraggio in atto da parte dei tutori dell'ordine, quelli istituzionali. 

"A Firenze Casapound annuncia ronde per il mese di agosto nel quartiere di San Jacopino, uno delle zone storicamente più multietniche della città, ma guai a chiamarle ronde loro le chiamano passeggiate per la legalità come se fosse solo una questione lessicale. Speriamo solo che le “passeggiate” non si trasformino in caccia allo straniero perché a Firenze ne abbiamo avute abbastanza da Piazza Dalmazia al ponte Vespucci, perché chi ama giocare alla guerra spesso finisce per sparare davvero." a dirlo è il laboratorio politico di per Un'altra città. 

Arci Firenze e CGIL Firenze sull’iniziativa del movimento di estrema destra commentano "Se anche sul nostro territorio si assiste a questa deriva securitaria e a un crescente protagonismo di gruppi neofascisti, non possiamo non dire che le Istituzioni hanno quantomeno sottovalutato il problema e anzi prestato il fianco alla destra. La sicurezza, come sta scritto anche nella nostra Carta Costituzionale, è garantita dalle Istituzioni deputate, ed è inaccettabile che gruppi di cittadini possano pensare di sostituirsi in maniera arbitraria alle forze dell’ordine.
Ci auguriamo una presa di posizione ferma delle Istituzioni cittadine, nei confronti di questi “giustizieri delle notti estive” di San Jacopino, perché, davvero, Firenze non può permettersi di cedere di fronte a certe derive. “Non paragonateci alle ronde”, dicono i responsabili di Casa Pound, ma come si può non fare il paragone quando si assiste a un’esaltazione della figura di Mussolini, a un uso di termini riesumati dal ventennio, a uno spregio dei valori della Resistenza su cui il Paese si fonda, a un odio nei confronti del diverso da parte di chi si autodefinisce “fascista del terzo millennio”? Le nostre città non hanno bisogno di questo, ma hanno bisogno di un maggior senso di comunità, di una maggior apertura verso l’altro, di un maggior rispetto per il bene comune e per le persone, tutte, senza distinzioni. Se innalziamo muri e ci chiudiamo nelle paure non facciamo altro che spianare la strada a quanti su queste paure speculano. Le Istituzioni dovrebbero combattere il “degrado” aprendo le piazze, facendo vivere le strade, non imponendo divieti e tollerando iniziative agghiaccianti come le ronde di Casa Pound" concludono.     

Redazione Nove da Firenze